Schermi e Lavagne

Eroe

La grande guerra

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di Mario Monicelli (Italia, 1959)
(da 14 anni)

 

Trama

Prima guerra mondiale. Giovanni Busacca, lombardo, e Oreste Jacovacci, romano, sono chiamati alle armi. Entrambi tentano la diserzione ma con insuccesso. Militari per forza, non per scelta, il loro destino è simile a quello di tanti altri uomini vissuti in quel periodo: fucile in spalla e vita al fronte, a giocarsi la vita per una guerra che continuamente viene presentata come una inutile e stupida carneficina. A combattere ci sono giovani e meno giovani, chi sa leggere e scrivere e analfabeti, gente del Sud e del Nord. I dialetti che ciascuno parla, sono il riflesso di un’Italia fatta così: un po’ lombarda, un po’ emiliana, un po’ romana, un po’ piemontese, un po’ sicula, un po’ veneta… L’esperienza di Busacca e Sordi è quella di molti soldati italiani che combatterono contro gli austriaci e non tornarono mai più a casa. I due, infatti, cadono prigionieri e vengono fucilati.

Commento

È considerato uno dei più grandi film di guerra nella storia del cinema. Appena uscito, nel 1959, vinse il Leone d’Oro al Festival di Venezia e fu nominato all’Oscar. Il sarcasmo con cui il regista Mario Monicelli descrive la guerra, è una denuncia della sua insensatezza ed è una lezione critica che può riguardare tutti i conflitti, non solo la prima guerra mondiale. Un film per ridere amaramente della stupidità degli uomini e per toccare da vicino le contraddizioni continue che la vita militare innesca: l’eroismo e la viltà; la vita e la morte; il calcolo e il caso; l’umano e il disumano.

Parole chiave

Coraggio, amicizia, morte

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