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Luciano Emmer, un ragazzo del 1918

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Cento anni fa, il 19 gennaio 1918, nasceva Luciano Emmer, cineasta forse più celebre per le sue commedie agrodolci, Domenica d'agosto (1950), Le ragazze di piazza di Spagna (1952) e Terza liceo (1954) che per i suoi straordinari documentari d'arte che hanno avuto il merito di affermare il suo talento a livello internazionale.

Per ricordarlo, la Cineteca di Bologna ripropone una selezione dei suoi rivoluzionari racconti visivi sui grandi capolavori della storia dell'arte e su Picasso, ritratto nell'atto della creazione di alcune sue opere.

Luciano Emmer esordisce nel cinema insieme all'amico Enrico Gras e alla moglie Tatiana Grauding alla fine degli anni Trenta. Insieme fondano la casa di produzione Dolomiti Film, attraverso la quale daranno vita a una nuova forma di documentario. Il primo, Racconto di un affresco (1938), è girato con una vecchia cinepresa Pathé del 1913 e una truka artigianale. Nonostante la povertà di mezzi, l'abilità dei due registi nel giocare con le foto Alinari degli affreschi di Giotto nella cappella degli Scrovegni, ne fa una pietra miliare di un nuovo modo di mostrare, attraverso il cinema, l'opera d'arte. Tra i documentari che seguono, spiccano Paradiso terrestre (1939) sul trittico di Bosh Il giardino delle delizie, Il cantitco delle creature (1943) che illustra gli affreschi sulla vita di San Francesco di Giotto ad Assisi, e La leggenda di sant'Orsola (1948) che anima i nove teleri di Carpaccio dedicati alla santa, principessa di Bretagna andata in sposa al re d'Inghilterra: il risultato è una perfetta sintesi tra le immagini di Emmer e il testo per la versione francese di Jean Cocteau che imprime grande forza drammatica alla narrazione visiva.

In Sight & Sound Gavin Lambert elogia i documentari di Emmer come "quanto di più vicino alla perfezione poteva esserci per i filmati d’arte".

Il critico e storico dell'arte Carlo Ludovico Ragghianti scrive su Cinema nel novembre 1949:

"In questi film il protagonista è il racconto, un racconto interpretato mediante una selezione adeguatamente significante di immagini tratte dalle arti plastiche. […] Di questa specie di documentari mi piace citare, per la loro elevatezza di tono e di tecnica quelli di Luciano Emmer su Giotto, su Bosh, sul Cantico delle creature, sulla Leggenda di Sant'Orsola, il Carpaccio di Longhi e Barbaro. Di questi film è stato detto che 'ricostituiscono nel tempo le vicende di un dramma sviluppato pittoricamente nello spazio', con felice definizione, presuppongono peraltro, com'è evidente, che il proprio e peculiare della rappresentazione artistica consista, appunto, in una narrazione, in un dramma che la sensibilità del regista ricostruisce e presenta attraverso quegli elementi delle figurazioni che alla sua sensibilità sembrino più adatti e suggestivi allo scopo".

Nel 1953, in occasione della mostra antologica su Picasso allestita a Roma e Milano, Emmer, su commissione di Rizzoli, filma Picasso nel suo atelier a Vallouris, mentre crea diverse opere tra cui la colomba della pace, purtroppo andata distrutta. Un piano sequenza di 10 minuti ne registra l'atto di creazione, rimanendo l'unica testimonianza di questo grande dipinto. Il mattino dopo, degli inbianchini, non dando peso al disegno sulla parete a volta, lo ricoprirono di calce.

Maya Picasso, a proposito del documentario di Emmer sul padre ricorda:

"Credo che Luciano avesse capito una cosa molto importante: che mio padre non faceva cinema, non era un attore. E che quindi se voleva filmare questa star così particolare non biognava fare assolutamente come nel cinema, dove si organizza tutto in anticipo [...]. Aveva capito che si doveva filmare con noncuranza per permettere a mio padre di recitare la parte della star e nello stesso tempo di lavorare. Forse Luciano è il solo che sia riuscito in questo. È per questo che il suo film è assolutamente meraviglioso!".

Questi documentari sono tratti da un Dvd, Parole dipinte. Il cinema sull'arte di Luciano Emmer, edito dalla Cineteca di Bologna nel 2010 (e di prossima riedizione), con la precisa volontà di realizzare un desiderio dello stesso regista che fin dal 1992 inseguiva l'idea di vedere raccolti insieme, in un'unica pubblicazione, i suoi documentari d'arte.

Tra gli archivi cartacei custoditi presso la Biblioteca Renzi, la Cineteca di Bologna conserva inoltre il Fondo Luciano Emmer.
Le immagini della gallery provengono da una selezione di documenti conservati nel fondo Emmer.

Galleria Fotografica