Archivi non film

In ricordo di Maurizio

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Nel 2012 Maurizio Baroni venne in Cineteca e lo incontrai insieme all'allora Presidente Giuseppe Bertolucci. Aveva alcuni problemi di salute e voleva essere certo che uno dei grandi lavori della sua vita, la sua collezione di manifesti cinematografici, potesse trovare una collocazione sicura e definitiva in Cineteca.

Nel giro di qualche mese trovammo un accordo, e dal 2012 i trentaduemila selezionatissimi affissi (manifesti, locandine, fotobuste), che Maurizio aveva raccolto, trovarono casa a Bologna presso la Cineteca e da quel giorno Maurizio fu un prezioso compagno di strada, lavorando in questi otto anni per trasmetterci, almeno in parte, la sua enorme conoscenza.

Ma il contributo determinante che Maurizio ha dato al nostro lavoro e a tutti coloro che hanno a cuore il patrimonio cinematografico oltrepassa la sua grande e straordinaria collezione: Maurizio aveva in qualche modo inventato un lavoro scientifico sul manifesto del cinema in Italia. Fu infatti attraverso le sue pubblicazioni Platea in piedi, scaturite da un lavoro certosino di anni, che fu possibile stabilire chi avesse disegnato quel tale manifesto. Grazie a questo lavoro, conosciamo oggi gli autori dei manifesti dei film usciti in Italia dal 1930 ad oggi. Si tratta di un lavoro immane compiuto da Maurizio Baroni e per dare l’idea dell’enormità di questo sforzo ricordo che nemmeno gli autori dei manifesti si ricordavano di averli fatti.

Maurizio non era solo un collezionista, non era solo uno straordinario redattore di elenchi filmografici, aveva anche la capacità di costruire un ragionamento raffinato attorno all'oggetto del suo desiderio. Intuì che i grafici del cinema erano stati a lungo sottostimati, svalutati tanto che propose di cambiare il nome stesso che li definiva, inventando il termine Pittori del cinema, nel senso che nel secolo in cui la pittura si era allontanata dal realismo, quei pittori avevano trovato nel cinema non solo uno dei loro lavori, ma anche il nutrimento della loro arte pittorica. 

Infine, Maurizio ha anche molti altri meriti: in un'epoca nella quale questi pittori erano ormai stati dimenticati, poiché il cinema ricorreva sempre meno a loro, ebbe l’intelligenza e la caparbietà di ritrovarli, conoscerli e raccogliere una marea di informazioni fondamentali per capire le specificità del lavoro di tanti di loro, non posso dimenticare la gratitudine che i pittori avevano per Maurizio.

Baroni volle fortemente che l’arrivo del suo archivio in Cineteca comportasse per noi l’inizio di un nuovo lavoro, più consapevole e più ambizioso sui manifesti e sui pittori del cinema. Ricordo che una delle ultime volte che ho parlato con lui, mi disse: Il Modernissimo dovrà essere anche il luogo, lo scrigno dove esporre i disegni dei grandi pittori del cinema. È un’idea ambiziosa, faremo di tutto per realizzare questa suggestione dell’inestimabile Maurizio.

Gian Luca Farinelli
11 gennaio 2021


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