In sala

Giorgio Bassani e il cinema

dal 15 al 29 ottobre
Programmazione

Sapevo bene, lavorando, di star fornendo un libretto d’opera, sul quale, poi sarebbe intervenuto il regista, che avrebbe provveduto per conto suo a farne ciò che meglio gli sarebbe sembrato. Comunque sia, debbo dire che il lavoro subalterno dello sceneggiatore non è stato senza utilità per la mia letteratura. (…) Fu proprio il lavoro cinematografico, e soprattutto la vicinanza e lo sprone di un amico carissimo, che era un regista, sì, ma anche uno scrittore (parlo di Mario Soldati), il quale non soffriva affatto, ovviamente, dei complessi di inferiorità o superiorità che affliggono tanti uomini di cinema nei confronti della letteratura, fu proprio questo incontro e questa collaborazione a indurmi a uscire da me, a esprimermi completamente sulla pagina. Scrivendo per il cinema, facendo cioè un lavoro affatto diverso da quello dello scrittore, mi ero reso conto in sostanza che lo scrittore, per esprimersi, non ha a sua disposizione altri mezzi all’infuori della parola e dei segni di interpunzione. Niente altro.
(Giorgio Bassani)

Il decennale della morte di uno dei più grandi scrittori italiani è l’occasione per ripercorrere le complesse, fertili e contraddittorie relazioni fra letteratura e cinema nel corso degli anni Cinquanta, quando Bassani collaborò alle sceneggiature per film dell’amico Mario Soldati e di Michelangelo Antonioni, Luigi Zampa, Alessandro Blasetti e Luchino Visconti. È anche il periodo di un’intensa collaborazione con Pier Paolo Pasolini, unito a Bassani da una profonda amicizia. Insieme scriveranno varie sceneggiature, per progetti filmici che non sempre saranno realizzati. Dall’inizio degli anni ‘60, fu il cinema ad ispirarsi alla densità narrativa delle storie di Bassani, come nel caso di La lunga notte del ‘43 (1960) di Vancini.

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Documenti

Cartolina della rassegna

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