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"Come ha fatto quel baffetto dolce a capire tutte queste cose?"

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L'incontro che unisce per la vita Renzi a Fellini avviene nel 1952, alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. La visione del film Lo sceicco bianco entusiasma il critico di adozione bolognese che a soli quattro anni di distanza scriverà la prima monografia di Federico Fellini.
Nella fitta corrispondenza intercorsa tra i due, spicca una lettera del 25 giungo 1956 in cui Fellini, esordendo affettuosamente con “Caro Renzino”, descrive le sue impressioni sull'appena citata monografia che Renzi gli ha mandato prima che venga pubblicata dalla casa editrice Guanda:


"Non ti avevo ancora lasciato che naturalmente mi son subito messo a leggere il tuo dattiloscritto. M'è venuto il mal di mare perché l'ho letto in macchina, in viaggio. Che debbo dirti? M'è piaciuto. M'è piaciuto molto anche se spesso, durante la lettura, alzavo la testa dalle pagine e restavo un po' imbambolato a pensare «Ma sono proprio così? E come ha fatto quel baffetto dolce a capire tutte queste cose?». […] Per ora lasciami che ti dica grazie per la stima e l'affetto sincero con cui hai voluto ritrarmi. […] Eppoi sei schietto e leale, insomma son contento".


E Fellini ripaga lo sguardo acuto ma amorevole di Renzi, regalandogli, nel corso della loro lunga amicizia, moltissimi dei suoi schizzi e disegni che rappresentano spesso, la nascita, l'intuizione di un personaggio o di una storia che poi si trasformano in racconto e infine diventano film.

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