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Fondo Cecilia Mangini - Lino Del Fra

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Il mondo è di chi lo vuole. Questo era Pier Paolo Pasolini

Intervista a Cecilia Mangini



Cecilia Mangini e Lino Del Fra

Cecilia Mangini (Mola di Bari, 1927) è stata la prima donna che in Italia ha osato mettersi dietro la macchina da presa per documentare la storia del nostro paese a partire dal secondo dopoguerra. Fotografa, saggista, sceneggiatrice e regista, Cecilia Mangini ha dedicato la sua vita al cinema militante, un aggettivo che oggi (sono parole sue) 'sembra quasi una parolaccia'.

Alla fine degli anni Cinquanta, in un mondo pressoché totalmente presidiato da uomini, il produttore Lucisano le propone di girare un documentario e lei sceglie di raccontare una realtà scomoda, insieme a un autore altrettanto scomodo, Pier Paolo Pasolini; nascono così Ignoti alla città (1958), Stendalì (1960), La canta delle marane (1962). In pochi minuti questi documentari condensano la poetica che orienterà la produzione di Cecilia: dare voce a coloro che vivono ai margini, mostrare la desolazione della campagna devastata dal cemento delle periferie, registrare gli ultimi istanti di vita dei rituali della cultura contadina e pre-cristiana, spazzata via dall'avvento della civiltà industriale e dei consumi.

Durante gli anni Sessanta indaga l'umanità delle fabbriche. È la Rai che le commissiona un'inchiesta, Essere donne (1965), che disattende le aspettative auto-promozionali delle aziende che le hanno permesso di intervistare le operaie, tanto che il cortometraggio - pur ricevendo consensi a livello internazionale - viene escluso dalla programmazione in sala dalla Commissione del Ministero del Turismo e dello Spettacolo. Dello stesso anno è Tommaso, la storia di un ragazzo brindisino con il sogno di entrare nella grande fabbrica e del 1966, Brindisi, sull'impatto del petrolchimico Monteshell sulla città; due documentari lungimiranti e premonitori del disastro ambientale e sociale della più grande acciaieria d'Europa, l'Ilva, situata a Taranto, per molti mesi del 2012 oggetto delle prime pagine della stampa italiana. Proprio nell'estate del 2012, la Mangini torna nella sua terra natia, tra Brindisi e Taranto, per girare un documentario in collaborazione con Mariangela Barbante, In viaggio con Cecilia che le offre la possibilità di registrare a caldo le voci delle persone che quotidianamente vivono sulla propria pelle le conseguenze – spesso mortali - di cinquant'anni di industrializzazione selvaggia.

La Mangini trova un compagno ideale con cui condividere la vita e il mestiere in Lino Del Fra (Roma, 20 giugno 1929 – 20 luglio 1997) che come lei, inizia a muovere i primi passi nel mondo del cinema nel dopo guerra, collaborando con i circoli di cinema, scrivendo per 'Cinema Nuovo', 'Bianco e Nero', 'Avanti!', 'Mondo nuovo' e curando l'edizione di Le notti di Cabiria per collana di Renzo Renzi 'Dal soggetto al film'.

Tutto il loro cinema affronta consapevolmente le complesse trasformazioni politiche e socio-culturali del dopo guerra. Con All'armi siam fascisti! (1960), sono i primi, insieme a Lino Micciché, a realizzare una riflessione visiva sul regime compiuta ('un film che parla del fascismo, ne rintraccia gli antefatti, le malefatte e le conseguenze e lo giudica storicamente', U. Casiraghi) e nuova dal punto di vista stilistico, grazie all'incisivo montaggio del materiale di repertorio e al commento di Franco Fortini.

Essere apertamente schierati politicamente con il partito comunista, non impedisce loro di realizzare subito dopo, nel 1962, un documentario su Stalin, seguendo lo stesso principio di storicizzazione che aveva animato All'armi siam fascisti!. Le incomprensioni nate su questo punto con il produttore Lucisano che ne modifica e taglia alcune parti, portano gli autori, compreso Franco Fortini, a ritirare la firma.

Difficile e probabilmente sterile stabilire dove inizia il contributo di Cecilia Mangini e dove finisce quello di Lino Del Fra. Ogni progetto, nato dall'una o dall'altro, realizzato o meno, è frutto di un sodalizio fuori dal comune. Per la regia di Lino Del Fra vanno ricordati L'inceppata, La passione del grano, entrambi del 1960, Fata Morgana (1961), Leone d'oro a Venezia, La torta in cielo (1970), Antonio Gramsci – i giorni del carcere (1977), Pardo d'oro a Locarno e Comizi d'amore '80 (1982) che a vent'anni di distanza ripropone le questioni sul sesso e la famiglia del film inchiesta di Pier Paolo Pasolini.

Il Fondo

Dalle carte emerge l'immagine di una classe dirigente che dopo la guerra cerca a tutti i costi di raggiungere il benessere e per farlo è disposta a tutto, dalla rimozione del suo recente passato fascista, alla censura di ogni forma di contestazione. Il fondo contiene circa un centinaio di soggetti e sceneggiature di corto e lungometraggi realizzati, ma altrettanti sono i documenti che testimoniano la preparazione di progetti che non hanno mai visto la luce, rimasti impantanati nelle maglie della censura preventiva, sepolti vivi nei locali dell'allora Ministero del Turismo e dello Spettacolo che aveva il compito di erogare i finanziamenti per opere considerate di interesse culturale.

Ripercorrendo le tappe della realizzazione e della distribuzione delle opere di Lino Del Fra e Cecilia Mangini attraverso il materiale preparatorio, le sceneggiature, gli scatti fotografici dei sopralluoghi per le riprese, la corrispondenza con i produttori e la rassegna stampa, è possibile tracciare una mappa dei principali crocevia che hanno contribuito a fare la storia del documentario in Italia.

Inventario a cura di Monia Malaguti.

Info

Il fondo è consultabile su appuntamento.
Per i materiali cartacei contattare:
michela.zegna@cineteca.bologna.it
tel. 051 2195318

Per finalità di studio e ricerca è possibile richiedere a pagamento la duplicazione digitale o in fotocopia di 20 pagine di documenti originali. Nel caso di richiesta di riproduzione di originali per altre finalità, la Cineteca fornirà un preventivo dei costi, nel rispetto della legge vigente sulla tutela del diritto d'autore.

Per richieste di consultazione o di riproduzione dei materiali fotografici contattare: rosaria.gioia@cineteca.bologna.it
tel. 051 2194848

'In viaggio con Cecilia' di Cecilia Mangini e Mariangela Barbanente - trailer

Galleria Fotografica

Documenti

Inventario del Fondo Mangini - Del Fra

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