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Giulietta degli spiriti riporterÓ di moda lo spiritismo?

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L'articolo conservato nel Fondo Calendoli, apparso su “La Stampa” nel novembre del 1964 durante la lavorazione del film, è firmato da Emilio Servadio, una delle figure centrali nell'affermazione e nell'espansione del metodo psicanalitico freudiano in Italia.


Dieci anni prima, mentre girava La strada (1954), Fellini attraversò un periodo di depressione e su consiglio di Giulietta Masina, frequentò per un breve periodo lo studio del famoso psicanalista che aveva allargato i suoi interessi alla parapsicologia. Le sedute non soddisfecero il regista, ma svolsero un ruolo determinante nel far scoprire a Fellini le ultime frontiere raggiunte dalla ricerca in ambito psicologico e nel far evolvere la sua poetica; le immagini del suo cinema avrebbero perso via via ogni orpello naturalistico per diventare specchio del suo inconscio.
Servadio è preoccupato che la nuova opera di Fellini possa dare "nuovo impulso allo spiritismo e che le sedute medianiche e i loro cultori siano in notevole aumento. [...] D'altronde non è un mistero per nessuno, almeno a Roma, che assai prima di pensare al suo attuale film, Fellini aveva dimostrato vivo interesse per lo spiritismo e per vari settori delle così dette «scienze occulte». [...] Qualcuno ha immaginato – forse non a torto – che l'affrontare il problema in chiave umoristica e bizzarra con Giulietta degli spiriti potrebbe assumere per il famoso regista un valore di superamento e di liberazione".


Agli inizi degli Sessanta, l'incontro con lo psicanalista younghiano Ernst Bernhard fu per Fellini ancor più significativo: rese centrale l'attività onirica del regista che iniziò a trascrivere e illustrare i propri sogni per i trent'anni successivi.
Giulietta degli spiriti (1965), come prima 8 e 1/2 (1963), nasce dall'esigenza di dare forma cinematografica ai propri fantasmi, in un processo di catarsi che si rivelerà infinito.
Poco prima dell'inizio delle riprese, nell'estate del 1964, sotto il controllo dello stesso Servadio, Fellini sperimenta l'LSD. Dell'accaduto ci sono molte versioni. Per non perdersi nel labirinto Fellini, basti dire che seguì un film pieno di colori – il primo nella sua filmografia – e di invenzioni; dai travagli interiori di Fellini/Guido in 8 e ½, espressi in un rigoroso bianco e nero, si approda alle proiezioni lisergiche e ai sogni “candidi e proibiti” di Giulietta Masina (leggi i due approfondimenti pubblicati su CinefiliaRitrovata.it: qui e qui).
         
Articolo a cura di Michela Zegna, responsabile archivi cartacei della Cineteca di Bologna
                 

Nella gallery seguente

- AA.VV., Candidi e proibiti i sogni di Giulietta, s.d, Fondo Calendoli
- AA. VV., Il balletto surrealista di Giulietta con “Mister Eleganza”, s.d., Fondo Calendoli
- E. Servadio, Giulietta degli spiriti di Fellini, riporterà di moda lo spiritismo?, La stampa, 14 novembre 1964, Fondo Calendoli

           

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