Biblioteca

Hedy Lamarr, “déesse de la sensualité”

Bookmark and Share

Hedwig Kiesler diventa Hedy Lamarr nel 1937, durante il viaggio sul transatlantico Normadie che la porta negli Stati Uniti. S'imbarca con un vestito e neppure un soldo; ne scenderà con un guardaroba da far girare la testa, per gentile concessione del potentissimo produttore Luis B. Mayer che ha pensato anche di darle un nuovo nome, cancellando in un solo colpo le sue radici ebraiche e la nazionalità austriaca.
Mayer vuole soprattutto far dimenticare al pubblico americano le scene di nudo per le quali Hedy è diventata famosa nel film Extase (1933) del regista cecoslovacco Gustav Machatý, circolato in Europa e poi negli Stati Uniti in molteplici versioni a causa della censura. Ma né lui, né Hollywood riusciranno in questa impresa impossibile come dimostrano, vent'anni dopo, i copiosi articoli sull'attrice che a causa della sua vita sentimentale movimentata (cinque matrimoni e altrettanti divorzi), non smette di fare notizia sui rotocalchi, voraci di gossip.

Su Ciné Revue, nel 1959, compare un articolo di J. V. Cottom che ripercorre la vita e la carriera di Hedy:

"Elle ne fut plus, après ce film, une jeune femme très belle mais une sorte de déesse de la sensualité. Dés lors, ce ne fu pas elle qu'épousèrent les hommes qui l'aimèrent. Ils épousèrent une créature irréelle qui hantait leurs rêves. Ce qui a fait son succès dans Extase, l'êmpecha de jamais connaître un calme bonheur dans la vie".

Machatý conosce Hedy a Berlino, nel 1931 e resta folgorato dalla bellezza della diciassettenne che scrittura subito per farle interpretare Eva, la giovane donna che lascia il marito anziano e impotente, per vivere una passione senza inibizioni con il giovane ingegnere, Adam.

Il racconto di come fu girata la lunga scena dell'incontro con il suo futuro amante, Adam, in cui Hedy corre nuda tra gli alberi per gettarsi in un laghetto, si trova nella sua autobiografia Ecstasy and Me, My Life as a Woman, edita nel 1966 da Bartolomew House. Il periodico ABC, riporta la notizia sull'uscita del libro negli Stati Uniti (in Italia sarà pubblicata nel 1968), dal triste titolo Sei dollari di estasi, svelando i dettagli più piccanti della vita personale dell'attrice. Non poteva mancare la descrizione della prima scena di nudo integrale della storia del cinema:

"Noi, per non imbarazzarti, andremo lassù, in cima alla collina. Non avevo ancora conoscenza di una cosa chiamata teleobiettivo. Allora mi metto nuda e vado a tuffarmi nel lago, col megafono il regista mi grida «Nein, nein», devo ripetere. E ripeto ancora, finché da dietro un albero non sbuca fuori Aribert [Mog], il mio partner; il regista mi grida che devo fare un'espressione passionale quando Aribert mi stende a terra. A me non viene fuori nessuna espressione passionale e allora Machatý perde la pazienza, scende giù dalla collina con in mano una spilla da balia, la apre, la dà ad Aribert e gli dice di pungermi sul sedere. Già che non mi veniva l'espressione passionale, me ne venisse almeno una dolorosa, le due cose potevano confondersi".

Il film viene presentato al Festival del cinema di Venezia, nel 1934, scatenando il più lungo scroscio di applausi della manifestazione e la folle gelosia del marito dell'attrice, Fritz Mandl - soprannominato il 'mercante di morte' per aver fatto la sua fortuna vendendo armi – che tenta di far ritirare dal mercato, senza riuscirci, tutte le copie in circolazione.

Dalla collezione di ritagli stampa di Giovanni Calendoli, patrimonio archivistico della Cineteca di Bologna.
 

Galleria Fotografica