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Non parlate a Sean Connery di James Bond

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In un articolo apparso su 'Epoca' il 23 dicembre 1964, Morando Morandini racconta come Sean Connery venne scelto per intepretare il ruolo di James Bond in 007-Licenza di uccidere (T. Young, 1962).
I produttori H. Saltzman, canadese e A. Broccoli, americano, ebbero l'idea giusta; indire un referendum popolare. Pubblicarono sui quotidiani di Londra una serie di fotografie di attori, facendo scegliere al pubblico quale incarnasse meglio le caratteristiche fisiche del popolarissimo protagonista dei romanzi Ian Fleming. "La scelta cadde a grande maggioranza su Sean Connery, scozzese, di Fountainbridge, vicino a Edimburgo".
Molti scrittori, così come numerosi attori, hanno raggiunto il successo creando o incarnando personaggi dai quali non sono più riusciti a liberarsi. Sherlock Holmes di Conan Doyle è forse il caso letterario più conosciuto in questo senso e che più si avvicina al rapporto odio-amore che Connery nutrì per questo personaggio, decisivo per la sua carriera, ma anche così lontano dalla sua personalità.

Nella rassegna stampa del fondo Calendoli dedicata a questo attore, che certo non sarà ricordato solo per gli 007, colpisce la quantità di articoli relativi a questa serie cinematografica. Articoli che al contempo mettono in evidenza la reticenza con cui Connery affronta critici e giornalisti ogni qual volta tentino di rivolgergli domande su James Bond. 'Il Corriere della Sera', in occasione dell'arrivo di Sean Connery a Cannes, interprete di La collina del disonore (S. Lumet, 1965), titola "Sean Connery (proprio lui) in polemica con James Bond". L'inviato, Carlo Laurenzi fa un ritratto dell'attore molto lontano dal personaggio di 007: "Per cominciare è altissimo di statura. Poi si deve tener conto del modo di vestire. A colazione indossava una giacca sportiva piuttosto lisa, una camicia aperta non sul petto villoso ma su una prudente canotteria, un paio i larghi calzoni bisognosi del ferro da stiro, scarpe robustissime. La faccia di Sean, soprattutto, differisce da quella di James Bond. Gli occhi nocciola hanno una luce, come dire, rispettosa, con rari lampi di malizia. Ma ciò che colpisce in Sean, riguarda i capelli. I capelli di 007, scuri e folti, sono divisi da una scriminatura arrogante, dimenticateli: la chioma del signor Connery, se di chioma si può parlare, è castana con qualche filo bianco ed è rada".
"Non parlate a Sean Connery di James Bond", si legge sul 'Corriere d'Informazione' del 15 luglio 1964. L'autore, Angelo Salvo, riporta: "La sera che sono arrivato qui il signor Carlyle (l'uomo più alto che abbia mai visto) mi disse con ferma gentilezza: «Non parli con Sean Connery di James Bond». Il signor Carlyle si occupa dei rapporti con la stampa e poiché io ero venuto ad Andermatt per veder girare qualche scena del film Goldfinger che in fin dei conti ha come personaggio James Bond e come protagonista Sean Connery, quella richiesta mi parve strana".

A distanza di quattro anni da Agente 007 Si vive solo due volte (L. Gilbert, 1967) e dalla sua dichiarazione «Non mi parlino mai più di James Bond. Quella è una parte che non sosterrò neppure per 007 miliardi di dollari» – tanto che il successivo Agente 007- Al servizio di sua maestà (P. Hunt, 1969) venne intepretato con poca fortuna da un altro attore (George Lazenby) – Sean Connery accetta per l'ultima volta di essere James Bond in Agente 007- Una cascata di diamanti (G. Hamilton, 1971). Con il campione di automobilismo Jackie Stewart e altre personalità scozzesi aveva appena fondato lo Scottish International Education Trust per aiutare ragazzi promettenti ma poveri. Devolverà l'intero cachet, 750 milioni delle vecchie lire, alla neonata associazione.

 

Articolo a cura di Michela Zegna, responsabile archivi cartacei della Cineteca di Bologna
                        

Nella gallery seguente

- G. Del Re, Un referendum indicò Sean Connery per il ruolo di "Mister Bangbang Kisskiss", 'Il Messaggero', 9 gennaio 1963.
- A. Salvo, Non parlate a Sean Connery di James Bond, 'Corriere d'Informazione', 15 luglio 1964.
- M. Morandini, Piace alle donne perché le prende a schiaffi, 'Tempo', 23 dicembre 1964.
- C. Laurenzi , Sean Connery (proprio lui) in polemica con James Bond, 'Il Corriere della Sera', 23 maggio 1965.
- M. P. Fusco, È tornato 007 – piace da matti, 'Settimana Radio TV', 9 gennaio 1966.
- F. Galvano, Vi spiego io perché torno a fare l'agente 007, 'Epoca', 25 aprile 1971.

           

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