In sala

Il corto adottato

Enzo D'Ambrosio documentarista da scoprire

Il nome di Enzo D’Ambrosio è strettamente legato a quelli di Bud Spencer e Terence Hill: fu lui infatti a produrre i primi film della celebre coppia, Dio perdona... io no! e I quattro dell’Ave Maria. Molto meno noti sono però i suoi lavori da regista. Appena arrivato a Roma da Camerota per “fare il cinema”, prima di diventare un produttore di successo, D’Ambrosio diresse nel giro di pochi anni (dal 1960 al 1965) un vasto numero di documentari, attenti tanto ai problemi sociali quanto all’aneddoto gustoso. Lo riscopriamo con quattro titoli.

 

DA MILLE ANNI (Italia/1961, 8’)
Da secoli a Carrara si estrae il marmo dai fianchi delle montagne, in una continua lotta tra uomo e ambiente. Aiutati solo da qualche gru per spostare i massi, gli operai devono contare sulla propria abilità per estrarre e portare a valle gli enormi blocchi di pietra che daranno vita a preziose opere d’arte.


I SOGNI DEI MISIÙ (Italia/1961, 10’)
Gli emigranti che dai paesini della Campania raggiungono il Venezuela in cerca di fortuna. Chiamati ‘musiù’, sognano sempre di tornare in patria. E quando questo accade geografia e toponomastica dei luoghi natii si arricchiscono di influenze sudamericane.


BELLANTE (Italia/1962, 9’)
Bellante si chiama così perché passa le giornate in cerca di cose belle da rubare. Sogna di diventare un gangster ’all’americana’, in realtà è solo un ladruncolo di periferia che se ne torna a casa puntualmente a mani vuote.


OGNI DOMENICA (Italia/1962, 10’)
I calciatori della Cavese, che durante la settimana sono semplici manovali, fabbri e decoratori, la domenica diventano gli idoli di tutto il paese. E quando il campionato va male il consiglio comunale delibera all’unanimità l’acquisto di un professionista in grado di risollevare le sorti della squadra.

 

(Claudia Giordani)

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