Sabato 30 giugno 201218.30
Cinema Lumière - Sala Scorsese

I FILM DI AGLAUCO CASADIO

MAESTRINE (Italia/1961) R.: Aglauco Casadio. D.: 10'. V. italiana
UN CANE AL GIORNO (Italia/1960) R.: Aglauco Casadio. D.: 9'. V. italiana
PALUDI (Italia/1960) R.: Aglauco Casadio. D.: 10'. V. italiana
APPENA IERI (Italia/1960) R.: Aglauco Casadio. D.: 10'. V. italiana
LA FERRIERA ABBANDONATA (Italia/1962) R.: Aglauco Casadio. D.: 10'. V. italiana
PICCOLA ARENA CASARTELLI (Italia/1960) R.: Aglauco Casadio. D.: 11'. V. italiana

Introduce Andrea Meneghelli

Aglauco Casadio è stato giornalista, critico d'arte, poeta e regista. Passato quasi per caso dalla scrittura al cinema, diresse un unico lungometraggio, Un ettaro di cielo (1957), alla cui sceneggiatura collabo­rarono Tonino Guerra, Elio Petri, Ennio Flaiano. Ma quella che definì l'esperienza più strampalata della sua vita restò unica perché, come disse al giornalista suo omo­nimo Nevio Casadio, "a me piaceva fare i documentari, avevo a che fare con due o tre persone al massimo, un operatore, un elettricista e un assistente, e allora la cosa mi piaceva. Mi piaceva raccontare la real­tà". Ne diresse una quarantina, la maggior parte prodotti dalla Corona Cinematografi­ca nei primi anni Sessanta, molti dedicati ai pittori dell'epoca (Clerici, Tomea, Can­tatore fra tutti), altri ai luoghi più cari, pic­cole realtà marginali capaci di catturare lo sguardo del regista, sempre velato da una sottile malinconia: la Romagna - sua terra d'origine - fa da sfondo al suo documen­tario forse più conosciuto, Piccola arena Casartelli, cronaca di una giornata di una famiglia di poveri acrobati che lavora nel­la 'bassa' bolognese; e torna in Paludi, sull'eterna lotta nelle valli di Comacchio fra pescatori di frodo e guardiani, che in realtà non si odiano e la sera si incontrano all'osteria. A Roma - sua città adottiva - Casadio cerca angoli di quiete e sopravvi­venza rurale, lontani dall'urbanesimo degli anni del boom economico: in Appena ieri, la città caotica con i suoi palazzoni si af­faccia su un'incontaminata oasi di verde che, indifferente al cemento incombente, perpetua una vita d'altri tempi; nella pri­ma periferia di Un cane al giorno, in piena campagna, l'unico rumore è l'abbaiare dei randagi raccolti e curati da Elide Brigada nel suo rifugio. Luoghi remoti (fisicamen­te e temporalmente) sono anche i paesini aggrappati alle pendici delle montagne nell'alta valle tiberina (raggiunti ogni mattina in corriera dalle Maestrine) e La ferriera abbandonata, acciaieria dismessa dell'Italsider di Voltri (Genova), nelle cui stanze ora deserte si riconoscono tracce di un passato operoso - attrezzi arrugginiti, scarpe dimenticate, foto alle pareti. In se­guito Aglauco Casadio, personaggio polie­drico e per certi versi misterioso (pochissi­me le notizie reperibili sulla sua vita e sul suo lavoro di regista), abbandonò l'attività cinematografica per dedicarsi a tempo pieno al suo primo amore, la poesia.
(Claudia Giordani)

 

Aglauco Casadio was a journalist, art critic, poet, and director. It was only a coincidence that he went from writing to screenwriting, directing only one feature film, Un ettaro di cielo (1957), written in collaboration with Tonino Guerra, Elio Petri, and Ennio Flaiano. The movie he described as the oddest experience in his life was a one-off because, as he told the journalist Nevio Casadio, "I liked making documentaries, only two or three people max in the crew, a cameraman, an elec­trician, and an assistant, which I liked. I liked capturing reality". He directed forty of them, most of which were produced by Corona Cinematografica in the early Sixties. Many paid tribute to painters of the period (especially Clerici, Tomea, and Cantatore) while others were about places dear to his heart, marginal lives tinged with melancholy that caught his atten­tion: Romagna - his land of origin - is the setting of his most famous documentary, Piccola arena Casartelli, a day in the lives of a poor family of acrobats working in the Bologna 'lowlands'; it was also the back­drop of Paludi, the story of the never end­ing fight between poachers and wardens in the valleys of Comacchio, who actually do not hate each other and meet up at the pub at night. In Rome - his adopted city - Casadio looked snippets of a calm and rural world, far from the urban life that came with the economic boom: in Appena ieri, the chaotic city with its big build­ings overlooks a green oasis, indifferent to the nearby urbanization, carrying on as if nothing had changed; in Un cane al giorno, in the country outside the city the only noise you hear is the barking of the stray dogs rounded up and cared for by Elide Brigada. Remote places (physically and temporally) are depicted through the small villages in the upper Tiber Valley (that the school teachers of Maestrine reach every morning by coach) and La ferriera abbandonata, a disused steel­works in Voltri (Genoa), the empty rooms of which contain traces of a working past - rusty tools, forgotten shoes, pictures on the walls. Aglauco Casadio, a mysterious (there is very little information about the director's life and work) and multifaceted person, quit making films to dedicate his life to his first love, poetry.
(Claudia Giordani)

Dettagli sul luogo:
Piazzetta Pier Paolo Pasolini (ingresso via Azzo Gardino 65)

Numero posti: 144
Aria condizionata
Accesso e servizi per disabili
Tel. 0512195311