'La rabbia di Pasolini' presentato a Venezia

28 agosto 2008

La rabbia di Pasolini è, come dichiara il suo sottotitolo, un’ "ipotesi di ricostruzione", ed è allo stesso tempo un ritrovamento insperato, il ritorno inaudito d’una voce poetica e d’una forza visionaria che spalanca vertigini sul nostro presente, e un autentico risarcimento culturale.
Prodotto dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con Istituto Luce (che lo distribuirà nelle sale a partire dal 5 settembre) e Minerva RaroVideo al termine d’un lungo lavoro di ricerca e indagine filologica, realizzato da Giuseppe Bertolucci nel solco d’una ‘pista’ aperta da Tatti Sanguineti, La rabbia di Pasolini è stato presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia come evento fuori concorso giovedì 28 agosto, alle 16.30 nella Sala Perla (repliche 29 agosto, ore 9 Sala Volpi e sabato 6 settembre, ore 20.30 Sala Volpi).

L’ipotesi di ricostruzione ‘restituisce’ a Pasolini l’integrità della sua opera, con 16 minuti in più mai visti finora e una ricca appendice di approfondimento su l’ aria del tempo. Un ‘inedito’ pasoliniano, nel 2008? La storia comincia nel 1963. Pasolini, su commissione del produttore Gastone Ferranti, si mette all’opera intorno a un film che si chiamerà La rabbia. Sarà un film-laboratorio, un film-saggio, il montaggio di immagini di repertorio che andranno a costituire un’immagine poetica e politica del mondo contemporaneo. Lavora sui cinegiornali della popolare serie ‘Mondo libero’, prodotta da Ferranti: decide di usare queste tracce visive di cronaca e storia recente, di interpolarle a immagini d’arte e di rotocalco, di sottometterle a un testo lirico che vibra di indignazione civile (voci recitanti quelle di Giorgio Bassani e di Renato Guttuso), di farne “un nuovo genere cinematografico”. E’ un esperimento intellettuale poderoso che bruscamente s’interrompe: il produttore decide di trasformare il film in un’opera a quattro mani, affidandone una parte a Giovannino Guareschi, secondo lo schema risaputo del “visto da sinistra visto da destra”. Pasolini reagisce con irritazione, ma alla fine accetta e rinuncia alla prima parte del suo film per lasciare spazio all’episodio di Guareschi. Da qui il solco che si apre tra il testo poetico, più lungo e diversamente strutturato (oggi disponibile nei Meridani Mondadori), e il film com’è stato finora conosciuto, peraltro assai fugacemente: viene infatti ritirato subito dopo l’uscita.

Un film “respinto, snaturato, dimezzato” (Sanguineti), che rivede oggi la luce in virtù di scavo archeologico e passione culturale. L’idea prende vita dalla constatata discrepanza tra testo poetico e film; la parte iniziale del film, cui Pasolini dovette rinunciare, è stata ricostruita seguendo fedelmente le indicazioni del testo e scovando le immagini corrispondenti nella collezione di ‘Mondo libero’ conservata presso il Luce. La ricostruzione porta sedici minuti di nuove immagini (nuove voci recitanti, lo stesso Bertolucci e Valerio Magrelli): immagini dei funerali di De Gasperi, dei cannoni atomici, dell’Europa che nasce, della guerra in Corea, del paesaggio italiano, della televisione italiana, di “una violenta, irreversibile trasformazione sociale e culturale di cui Pasolini sarà il testimone più acuto e sofferto” (Roberto Chiesi). L’aria del tempo, che è anche il tempo del sistematico linciaggio mediatico ai danni del poeta, circola infine nei documenti d’epoca che chiudono La rabbia di Pasolini, certe Settimane Incom che parlano di lui per irridere e demolire, e due rare interviste all’autore.



LA RABBIA DI PASOLINI
Introduzione di Giuseppe Bertolucci (2’)
Materiale inedito dell’archivio dell’Istituto Luce (16’)
La Rabbia (edizione del 1963, 53’) del Gruppo Editoriale Minerva RaroVideo
Appendice: L’aria del tempo (12’).
Durata totale: 83’

Da un’idea di Tatti Sanguineti.
Realizzazione: Giuseppe Bertolucci.
Montaggio: Fabio Bianchini
Letture della parte ricostruita: Valerio Magrelli e Giuseppe Bertolucci
Una coproduzione Istituto Luce, Gruppo Editoriale Minerva Raro Video e Cineteca di
Bologna
Produttore esecutivo: Cineteca di Bologna

La Rabbia di Pasolini
è stato montato nel Laboratorio L’Immagine Ritrovata della Cineteca
di Bologna che ha eseguito anche la lavorazione in digitale; il Laboratorio ha inoltre
restaurato l’edizione di La rabbia di Pier Paolo Pasolini e Giovannino Guareschi (1963)
del Gruppo Editoriale Minerva RaroVideo.
16 minuti aggiunti di materiale inedito tratto dall’archivio dell’Istituto Luce
(cinegiornali di Mondo Libero, Settimana Incom, Opus Film).

Galleria Fotografica

Documenti

Pressbook del film

Tipo di File: DOC Dimensione: 28.50 Kb

Articolo di Curzio Maltese (Le Repubblica, 24/08/2008)

Tipo di File: PDF Dimensione: 302.92 Kb

Video

Trailer