L'uomo che verrà in prima visione
da venerdì 22 gennaio - Cinema Lumière
L'uomo che verrà, il nuovo film di Giorgio Diritti dedicato alla 'strage di Marzabotto', realizzato con il contributo, tra gli altri, della Fondazione Carisbo, della Regione Emilia Romagna e della Cineteca di Bologna e vincitore del Gran Premio della Giuria e del Premio del Pubblico per il miglior film all'ultimo Festival del cinema di Roma, sarà in programmazione in prima visione al Lumière a partire da venerdì 22 gennaio. Lo storico eccidio di Monte Sole è visto attraverso gli occhi di una bambina che attende la nascita del fratellino, che viene alla luce proprio mentre le SS scatenano nella zona un rastrellamento senza precedenti, a seguito dei quali oltre 770 persone, per lo più bambini, donne e anziani, vengono trucidati.
L'UOMO CHE VERRÀ
(Italia/2010)
Regia e soggetto: Giorgio Diritti. Sceneggiatura: Giorgio Diritti, Giovanni Galavotti, Tania Pedroni. Fotografia: Roberto Cimatti. Scenografia: Giancarlo Basili. Costumi: Lia Francesca Morandini. Montaggio: Giorgio Diritti. Paolo Marzoni. Musiche: Marco Biscarini, Daniele Furlati. Produzione: Simone Bachini, Giorgio Diritti per Aranciafilm / Rai Cinema.
Sinossi
Inverno, 1943. Martina ha 8 anni, vive alle pendici di Monte Sole, non lontano da Bologna, è l'unica figlia di una famiglia di contadini che, come tante, fatica a sopravvivere. Anni prima ha perso un fratellino di pochi giorni e da allora ha smesso di parlare. Nel dicembre la mamma rimane nuovamente incinta. I mesi passano, il bambino cresce nella pancia della madre e Martina vive nell'attesa del bimbo che nascerà mentre la guerra man mano si avvicina e la vita diventa sempre più difficile. Nella notte tra il 28 e il 29 settembre 1944 il piccolo viene finalmente alla luce. Quasi contemporaneamente le SS scatenano nella zona un rastrellamento senza precedenti, che passerà alla storia come la strage di Marzabotto.
L'uomo che verrà vuol essere un film sulla guerra vista dal basso, dalla parte di chi la subisce e si trova suo malgrado coinvolto nei grandi eventi della storia che sembrano dimenticare le vite degli uomini. [... ] L'evolversi dei racconti è l'evolversi di quei tempi, dove la grande 'Storia', quella che troviamo nei libri e negli studi accademici, entra nelle case, sui sagrati, nelle chiese, ed uccide.
(Giorgio Diritti)
Un film così aiutano ad allontanarsi dall'estetica di plastica della fiction per tornare a misurarsi con la vera forza delle immagini e con la grande scommessa del cinema.
(Paolo Mereghetti, Il Corriere della Sera)
La sobrietà rispettosa e realistica, perfino nella tragedia disumana della strage, la grandezza morale dei protagonisti, la bravura degli interpreti, la bellezza indifferente della campagna e delle nebbie e dei diluvi rendono il film ammirevole.
(Lietta Tornabuoni, La Stampa)
Un film che vola alto sopra la nostra produzione corrente
(Fabio Ferzetti, Il Messaggero)
Galleria Fotografica
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