'L'uomo che verrÓ' David di Donatello per il miglior film

Sabato 8 maggio 2010

L'uomo che verrà, il film di Giorgio Diritti co-prodotto dalla Cineteca di Bologna e ininterrotamente in programmazione al Lumière dalla fine di gennaio (con una straordinaria e costante risposta da parte del pubblico bolognese) si è aggiudicato il premio più ambito ai David di Donatello 2009-2010, quello per il miglior film. Il trionfo bolognese è stato completato dal premio per la miglior produzione all'Arancia Film. David di Donatello anche a Carlo Missidenti, fonico di presa diretta del film.
L'uomo che verrà è in programmazione in prima visione al Lumière durante il week-end (dal venerdì alla domenica).

Premio per miglior documentario di lungometraggio anche per La bocca del lupo di Pietro Marcello, presentato al Festival Visioni Italiane e dall'inizio di marzo e da allora in programma ininterrottamente al Lumière per 'I lunedì del documentario'.

 

L'UOMO CHE VERRÀ
(Italia/2010)
Regia e soggetto: Giorgio Diritti. Sceneggiatura: Giorgio Diritti, Giovanni Galavotti, Tania Pedroni. Fotografia: Roberto Cimatti. Scenografia: Giancarlo Basili. Costumi: Lia Francesca Morandini. Montaggio: Giorgio Diritti. Paolo Marzoni. Musiche: Marco Biscarini, Daniele Furlati. Produzione: Simone Bachini, Giorgio Diritti per Aranciafilm / Rai Cinema.

Inverno, 1943. Martina ha 8 anni, vive alle pendici di Monte Sole, non lontano da Bologna, è l'unica figlia di una famiglia di contadini che, come tante, fatica a sopravvivere. Anni prima ha perso un fratellino di pochi giorni e da allora ha smesso di parlare. Nel dicembre la mamma rimane nuovamente incinta. I mesi passano, il bambino cresce nella pancia della madre e Martina vive nell'attesa del bimbo che nascerà mentre la guerra man mano si avvicina e la vita diventa sempre più difficile. Nella notte tra il 28 e il 29 settembre 1944 il piccolo viene finalmente alla luce. Quasi contemporaneamente le SS scatenano nella zona un rastrellamento senza precedenti, che passerà alla storia come la strage di Marzabotto.

L'uomo che verrà vuol essere un film sulla guerra vista dal basso, dalla parte di chi la subisce e si trova suo malgrado coinvolto nei grandi eventi della storia che sembrano dimenticare le vite degli uomini. [... ] L'evolversi dei racconti è l'evolversi di quei tempi, dove la grande 'Storia', quella che troviamo nei libri e negli studi accademici, entra nelle case, sui sagrati, nelle chiese, ed uccide.
(Giorgio Diritti)

Un film così aiutano ad allontanarsi dall'estetica di plastica della fiction per tornare a misurarsi con la vera forza delle immagini e con la grande scommessa del cinema.
(Paolo Mereghetti, Il Corriere della Sera)

La sobrietà rispettosa e realistica, perfino nella tragedia disumana della strage, la grandezza morale dei protagonisti, la bravura degli interpreti, la bellezza indifferente della campagna e delle nebbie e dei diluvi rendono il film ammirevole.
(Lietta Tornabuoni, La Stampa)

Un film che vola alto sopra la nostra produzione corrente
(Fabio Ferzetti, Il Messaggero)

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