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I FRATELLI SISTERS

(The Sisters Brothers, Francia-Spagna-Romania-Belgio-USA/2018) di Jacques Audiard (122')

Oregon, 1851. Due fratelli, Charlie ed Eli, il primo impulsivo, scontroso, amante di vino e donne, il secondo più riflessivo e sensibile, lavorano insieme. I Sisters sono pagati dal Commodoro dell'Oregon per eliminare i suoi nemici in modo veloce ed efficace: la loro fama li precede e sono temuti da tutti gli abitanti del West. L'ultimo lavoro consiste nel far sparire un chimico, accusato di aver rubato al loro capo e che sembra aver scoperto il metodo per scovare l'oro dai letti dei fiumi. Non tutto però va come previsto...

Leone d'Argento al 75° Festival del Cinema di Venezia
Premio César 2019 come miglior film

"Lo si capisce già dalla primissima scena: uno scontro a fuoco dove si distinguono, e molto in lontananza, solo le fiammate che escono dalle pistole, senza capire bene chi spara a chi. Siamo in un western (una didascalia all'inizio aiuta: Oregon, 1851) ma lo guardiamo come Fabrizio Del Dongo a Waterloo: abbiamo sempre l'impressione che il cuore delle cose ci sfugga. È come se avessimo una lente davanti ai nostri occhi, una strana lente che a volte dà l'impressione di deformare le immagini o a volte le avvicina e a volte le allontana. Non siamo in un western revisionista o crepuscolare o - Dio ne scampi - postmoderno. Siamo in un mondo che ha perso la sua innocenza ma non ne è ancora ben cosciente, dove le passioni guidano ancora le azioni degli uomini ma non sono così forti da farne degli eroi. E neppure il dovere di un compito ben fatto serve più a giustificare le proprie imprese. Gli anni sono gli stessi di tanti vecchi western, ma gli eroi sono irrimediabilmente cambiati. n effetti non ti aspetti John C. Reilly e Joaquin Phoenix con lo Stetson e la Colt, con quello strano cognome su cui Cyrano avrebbe intessuto rime e allusioni - Sisters, sorelle - nei panni di due infallibili killer, Charlie e Eli, in giro per il West a eliminare i nemici del misterioso Commodoro. E quasi non ci credono neppure loro, tanto gli ammazzamenti avvengono senza particolari difficoltà o pericoli. I rischi, semmai, vengono dalla facilità con cui Charlie si ubriaca e perde le staffe, costringendo il più assennato Eli a correre ai ripari. Per interesse professionale - lavorano in coppia - ma anche per un forte rapporto fraterno (l'unico vero sentimento di tutto il film), quello che spinge il giovane Charlie a occuparsi di Eli quando un ragno gli entra in bocca nel sonno e gli gonfia la faccia. Una scena su cui altri avrebbero potuto ricamare gag o riflessioni sulla Natura matrigna e che invece passa via senza conseguenze, solo un piccolo e insignificante ritardo sulla tabella di marcia. Perché il nocciolo di I fratelli Sisters  l'inseguimento da parte di Charlie e Eli di uno strano chimico di origini (probabilmente) indiane, Hermann Kermit Warm, che il Commodoro vuole eliminare e sulle cui tracce ha già mandato l'investigatore privato John Morris; ui deve individuarlo e poi indicarlo ai due fratelli killer perché lo uccidano non prima di avergli strappato il suo segreto. Quale sia questo segreto lo si scoprirà più avanti nella storia, durante la quale Morris deciderà di cambiare casacca e Charlie e Eli ne saranno tentati a loro volta. Eppure, il senso del film non è certo quello di raccontare una storia di inseguimenti e tradimenti, altrimenti il regista francese Jacques Audiard non avrebbe probabilmente accettato la proposta che gli fece, addirittura sei anni fa, durante un festival di Toronto, John C. Reilly che aveva comprato con la moglie produttrice Alison Dickey i diritti del romanzo di Patrick deWitt (in italiano "Arrivano i Sisters", Neri Pozza). L'attore vi aveva visto la storia di una persona che intuisce dentro di sé un'altra strada e un'altra possibilità di vita, il regista poteva ritrovare il tema su cui aveva costruito la sua carriera d'autore e diretto alcuni grandi film: come non tradire se stessi di fronte alle contraddizioni e alle sfide della vita. Insieme al co sceneggiatore Thomas Bidegain, Audiard ha lavorato sull'umorismo del testo letterario, stemperandolo senza eliminarlo del tutto, ricostruendo un West canonico nei suoi riferimenti ma inedito nelle sue sfumature (la scoperta dello spazzolino da denti e come usarlo, la mascolinità della terribile Mayfield, (l'amore «segreto» di Eli per chi gli ha regalato una sciarpa), pronto a sorprendere lo spettatore con una nuova ripartenza (lo scontro finale col Commodoro) per toccare così i tanti temi del western - l'avidità e la violenza, la misoginia e la sfida ai padri, l'amicizia virile e l'utopia, l'amore e il conforto della famiglia - ma anche per «dimenticare» l'epica e trasformare il film in un inedito romanzo di formazione."

Paolo Mereghetti, "Il Corriere della Sera"

Proiezioni:
Domenica 30 giugno 2019
Arena Puccini
21.45
Domenica 28 luglio 2019
Arena Puccini
21.45
L'evento è parte di: Arena Puccini 2019

Tariffe:

Biglietto intero: 6,00€

Riduzioni
Over 60, clienti Unipol Banca, soci Dlf, soci Coop (la tessera è individuale), soci Coop Dozza, Card Musei Metropolitani Bologna, studenti universitari, Amici Cineteca di Bologna, Agis Cinema, ragazzi fino a 11 anni, militari, Circolo Dozza A.T.C: 5,00€

Informazioni
366-9308566 /328-2596920 (dalle ore 20.30)
www.cinetecadibologna.it / www.itcmovie.it
andrea.morini@cineteca.bologna.it

Dettagli sul luogo:
via Sebastiano Serlio, 25/2

Apertura cassa: ore 21

Documenti

Scheda del film

Tipo di File: PDF Dimensione: 355.81 Kb