In sala

Gennaio 2020

L M M G V S D
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31    
Bookmark and Share

EASY RIDER

(USA/1969) di Dennis Hopper (95')

Regia: Dennis Hopper. Soggetto e sceneggiatura: Peter Fonda, Dennis Hopper, Terry Southern. Fotografia: Laszlo Kovacs. Montaggio: Donn Cambern. Scenografia: Jerry Kay. Interpreti: Peter Fonda (Wyatt 'Capitan America'), Dennis Hopper (Billy), Jack Nicholson (George Hanson), Antonio Mendoza (Jesus), Phil Spector (Connection), Mac Mashourian (guardia del corpo), Luana Anders (Lisa), Sabrina Scharf (Sarah), Luke Askew (hippy sull'autostrada), Warren Finnerty (proprietario del ranch). Produzione: Peter Fonda per Raybert Productions, Inc., The Pando Company, Inc. DCP.
Copia proveniente da Sony Columbia per concessione di Park Circus.
Restaurato in 4K da Sony Pictures Entertainment in collaborazione con Cineteca di Bologna a partire dal negativo originale e dalle matrici di separazione in bianco e nero in 35mm. Restaurato presso i laboratori L'Immagine Ritrovata, Chace Audio e Deluxe Audio e Roundabout Entertainment.

Easy Rider ha la sua origine nel tessuto dei miti di viaggio della nostra cultura: i voli spazio-temporali di Whitman in Canto di me stesso, il misticismo folcloristico del vagabondo di Woody Guthrie in Bound for Glory, e i documenti di un frenetico viaggio beat di Kerouac - tutte promesse di una frontiera americana libera. Ma Capitan America (con allusione all'eroe dei fumetti) e Billy sono gli ultimi eroi degli ampi spazi: la strada, suggerisce il film, non è aperta a lungo per il viaggio degli spiriti liberi. "Una volta questo era proprio un gran bel paese; e non riesco a capire quello che gli è successo", dice il giovane avvocato per i diritti civili ai suoi due amici dopo che i tre sono stati tacciati in un ristorante del Sud come "finocchi yankee". Quello che sta succedendo è una guerra civile culturale. [...]
Ci sono motivi celati di preoccupazione espressi dialetticamente attraverso la nostalgia del film per un'America e degli Americani ancora gradevoli: indiani vivi e morti, piccoli fattori, hippy, sognatori liberali, motociclisti con il sedere incollato sul sellino e fumatori di marijuana, Billy e Capitan America. La moralità di Easy Rider è semplice come quella di un western, eccettuato il fatto che i suoi eroi sono i fuorilegge, mentre le canaglie sono rappresentate dai membri della legge e dell'ordine. Questo paradigma sociale si sviluppa su un paesaggio che non è un semplice sfondo ma diventa un vero e proprio personaggio. I paesaggi del Sud-ovest, dell'Ovest e del Sud che Billy e Wyatt attraversano con le loro motociclette mostrano un residuo dello spirito americano passato, una presenza così forte che rende piccolissimi gli esseri umani. Easy Rider si estende nel tempo in cui Emerson e Thoureau credevano in un'America pazza e quando gli indiani stavano facendo la loro ultima triste resistenza. (Frederic Tuten)

Proiezioni:
Domenica 23 giugno 2019
Piazza Maggiore
21.45
L'evento è parte di: Sotto le stelle del cinema 2019
Lingua originale con sottotitoli Lingua originale con sottotitoli
Dettagli sul luogo:

Documenti

Cartolina dell'evento

Tipo di File: PDF Dimensione: 361.69 Kb