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SENSO

(Italia/1954) di Luchino Visconti (123')

Regia: Luchino Visconti. Soggetto: Luchino Visconti, Suso Cecchi d'Amico, dal racconto omonimo di Camillo Boito. Sceneggiatura: Suso Cecchi d'Amico, Luchino Visconti, Carlo Alianello, Giorgio Bassani, Giorgio Prosperi. Dialoghi: Tennessee Williams, Paul Bowles; Fotografia: G.R. Aldò, Robert Krasker. Montaggio: Mario Serandrei. Scenografia: Ottavio Scotti. Interpreti: Alida Valli (Contessa Livia Serpieri), Farley Granger (Tenente Franz Mahler), Heinz Moog (Conte Serpieri), Massimo Girotti (Marchese Roberto Ussoni), Cristoforo De Hartungen (Generale Hauptmann), Rina Morelli (Laura), Christian Marquand (ufficiale boemo), Marcella Mariani (Clara), Sergio Fantoni (Luca), Tino Bianchi (Capitano Meucci). Produzione: Renato Gualino per Lux Film. Durata: 123'
Versione originale con sottotitoli inglesi
Per gentile concessione di Cristaldifilm

Visconti ha sempre avuto fede, già prima di iniziare la sua attività pratica, nella ricchezza e nella validità, per il cinema, di una ispirazione letteraria [...]. Venne a lui naturale, così, di volgere gli occhi alle grandi costruzioni narrative del classici del romanzo europeo e di considerarle una vera fonte di ispirazione. [...] Con Senso si può dire dunque che nasce davvero, e nell'accezione di un Tolstoj o di un Nievo, il grande film storico, il romanzo cinematografico.

(Guido Aristarco)


La parola realismo mette addosso una singolare paura. [...] C'è di più: è invalsa la credenza, anch'essa singolare, che fare del realismo nel cinema voglia dire approfondire moti, sentimenti e problemi delle classi povere della nostra epoca. Come se fosse proibito a un regista realista indagare criticamente sui moti, sentimenti e problemi delle classi dominanti in una qualsiasi altra epoca, ricavandone una lezione d'attualità, naturalmente, allorché si va a ricercare nel passato i motivi che mossero o cristallizzassero determinati strati sociali. In Senso, una tragica storia d'amore non matura in una vaga atmosfera risorgimentale. Essa nasce e si conclude in un preciso momento storico, nel 1866, a Venezia, durante la dominazione austriaca. E la contessa Serpieri con i suoi aneliti di libertà presto travolti dall'insana passione per l'austriaco tenente Mahler mi sembra un personaggio tipico d'una appartenente a una classe dominante in piena crisi, alla vigilia d'una crisi politico-militare, sfociata nella sconfitta di Custoza. Ma anche il giovane Mahler, cinico e sfrontato, avido e perfido, mi sembra il personaggio tipico d'una classe dominante, altrettanto in sfacelo, come quella austriaca in quel tempo.

(Luchino Visconti)


Quando lessi Senso, tanto la sceneggiatura quanto la novella di Camillo Boito, capii che mi trovavo di fronte a uno di quei personaggi dalle molte facce tutte altrettanto valide e affascinanti. Il timore di affrontare un simile personaggio non ebbe più ragione d'essere quando seppi che sarei stata diretta da Luchino Visconti. Pensai subito che la maniera migliore era quella di rimettermi completamente a lui e lasciare che la personalità della contessa Livia Serpieri, da lui scoperta, si impossessasse di me per permettermi di usare, senza sforzo alcuno, gesti, movimenti, espressioni che non potevano che scaturire e appartenere a quel personaggio e che io andavo man mano scoprendo e conoscendo. Il mio processo di rilasciamento apriva così due porte: l'una per il completo assorbimento della personalità della contessa Serpieri, l'altra per la facile aderenza al mondo di Visconti. Quando vidi per la prima volta Senso, completamente montato, mi accorsi che soltanto la direzione di Visconti e il mio quotidiano adattamento psicologico avevano dato vita ad un personaggio che aveva di nuovo mille facce.

(Alida Valli)

Proiezioni:
Mercoledì 7 agosto 2019
Piazza Maggiore
21.30
L'evento è parte di: Sotto le stelle del cinema 2019
Lingua originale con sottotitoli Lingua originale con sottotitoli
Dettagli sul luogo:

Documenti

Cartolina della serata

Tipo di File: PDF Dimensione: 1.37 Mb