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A PROPOSITO DI ROSE - WILD ROSE

(Wild Rose, Gran Bretagna/2019) di Tom Harper (101')

La storia di una turbolenta ragazza madre scozzese, il cui desiderio è esibirsi nella patria della musica country.

"La redenzione struggente e duramente conquistata di questo racconto, sulle note della musica country, è il tema di ogni film in cui lo sfavorito che sogna di raggiungere la celebrità in campo musicale, con le sue povere origini, un talento grezzo, e demoni interiori, trionfa infine su un palco sfavillante. Ma Wild Rose getta via questa retorica e capovolge ripetutamente le aspettative su come un film del genere dovrebbe andare a finire, a cosa dovrebbe assomigliare, come dovrebbe suonare. Avvalendosi della performance elettrizzante dell'attrice emergente Jessie Buckley. Come il titolo del film, la protagonista è veramente selvaggia, in tutti i migliori e peggiori modi possibili: senza filtro e imprevedibile, frenetica e magnetica, una seduttrice e una bambina. Ma mentre il regista Tom Harper le da l'opportunità di prendersi lo schermo e incantarci, sa anche sufficientemente bene quando fare un passo indietro, sedersi e stare a guardare ed ascoltare, durante i momenti di quiete. Quando la Rose della Buckley si concede di essere vulnerabile, di esporsi alle scomode rivelazioni che derivano dall'introspezione, sa essere potente come quando fa scaturire una canzone dal cuore. Fin dall'inizio Wild Rose pone una premessa inaspettata: la giovane donna che aspira ad essere una cantante di genere country è scozzese. (...) Rose è cresciuta in un quartiere popolare di Glasgow, figlia unica di un'assistente fornaia (una sobria e pratica Julie Walters, dall'amore duro). Ma crede che avrebbe dovuto essere nata in America, e che appartiene a Nashville. La prima volta che la vediamo, sta uscendo di prigione dopo un anno dietro le sbarre per un'accusa legata a un fatto di droga: avanza impettita in giacca di pelle bianca a frange e stivali coordinati da cowboy che creano un crudo contrasto con il grigio cielo scozzese e riflettono il suo isolamento. La prima sosta che fa è dal fidanzato (al quale canta Walking' After Midnight di Patsy Cline invece di suonare il campanello) invece di andare a casa della madre dove la aspettano i suoi due figli, dai nomi leggendari di Wynonna (Daisy Littlefield) e Lyle (Adam Mitchell). Hanno 8 e 5 anni, la conoscono a malapena e lei non ha idea di come fare per conoscerli. Così come gli appariscenti numeri musicali sono convincenti e trascinanti, vedere Rose lottare goffamente per entrare in sintonia con i suoi figli durante momenti più intimi provoca un'emozione persino più grande. Malgrado il suo essere una giovane ragazza madre, Rose è al momento totalmente assorbita da se stessa. Una sfacciata solitaria che dice qualsiasi cosa le passi per la mente - normalmente nel modo più osceno possibile, che è al tempo stesso scioccante e adorabile - con la tendenza a minare qualsiasi progresso personale verso il divenire responsabile e affidabile. (...) La grande tensione di Wild Rose non viene dal chiedersi se Rose ce la farà mai ad arrivare a Nashville per vivere il suo grande sogno ma piuttosto se lei e i suoi figli condivideranno mai un abbraccio. E pur con tutti i fallimenti e le frustrazioni, Rose diventa viva quando canta. Questo vale sia sul palco del bar locale dove si tengono lezioni di ballo country, sia nella sua bolla di beato oblio, nel senso di vuoto delle sempre presenti cuffiette indossate mentre lavora come donna delle pulizie per una famiglia agiata. Nella veste di moglie e madre chic di tale famiglia Sophie Okonedo porta un senso di calore e un diverso tipo di energia materna, e da datrice di lavoro di Rose diventa una sua fan e forse persino un'amica. Ma appena pensi di sapere dove questa relazione - e la traiettoria di Rose - si dirige, Wild Rose cambia le carte in tavola e la sceneggiatura di Nicole Taylor offre consistenti sorprese. (...) Ebbene Wild Rose può suonare come una melodia familiare, ma non l'hai mai ascoltata interpretata così".

Christy Lemire, "www.rogebert.com''

In collaborazione con BIM Distribuzione

Proiezioni:
Venerdì 23 agosto 2019
Arena Puccini
21.30
L'evento è parte di: Arena Puccini 2019
Anteprima Italiana
Lingua originale con sottotitoli Lingua originale con sottotitoli

Tariffe:

Biglietto intero: 6,00€

Riduzioni
Over 60, clienti Unipol Banca, soci Dlf, soci Coop (la tessera è individuale), soci Coop Dozza, Card Musei Metropolitani Bologna, studenti universitari, Amici Cineteca di Bologna, Agis Cinema, ragazzi fino a 11 anni, militari, Circolo Dozza A.T.C: 5,00€

Informazioni
366-9308566 /328-2596920 (dalle ore 20.30)
www.cinetecadibologna.it / www.itcmovie.it
andrea.morini@cineteca.bologna.it

Dettagli sul luogo:
via Sebastiano Serlio, 25/2

Apertura cassa: ore 20.45

Documenti

Scheda del film

Tipo di File: PDF Dimensione: 276.81 Kb