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UN AFFARE DI FAMIGLIA

(Shoplifters, Giappone/2018) di Koreeda Hirokazu (121')

Storia di una comunità particolare, priva di vincoli di parentela ma unita sotto lo stesso tetto dall'indigenza e dalla necessità di mutuo conforto. 

Palma d'oro al Festival di Cannes 2018

"Un adulto che insegna a un bambino a rubare nei negozi. Una ragazzina che si spoglia nei peep show. Una nonna che gioca alle slot machine. Raccontata così, sembrerebbe una famiglia sociopatica e disfunzionale. In realtà, è una famiglia sui generis (anche biologicamente), ma per certi versi, autentica, ideale, quella che poco a poco ci viene svelata da Hirokazu Kore-eda nel suo ultimo film. A questo nucleo si aggiunge un nuovo membro: una bambina di pochi anni, ritrovata fuori da casa, e accolta. Dopo un po' però i genitori della bambina ne denunciano la scomparsa, e allora che fare? Perché questo strano microcosmo nasconde segreti imprevedibili. Questo film ha vinto la Palma d'oro all'ultimo festival di Cannes. Il maggiore rivale, non meno meritevole, era secondo molti il nostro Dogman, e non si potrebbero immaginare film più diversi: duro e compatto l'italiano, soave e meditativo il giapponese. Al centro dei film di Kore-eda c'è spesso stato il microcosmo famigliare, le relazioni tra padri e figli (da noi si era visto Ritratto di famiglia con tempesta). Rispetto agli altri suoi film, però, in cui i conflitti sono quasi increspature, qui assistiamo al progredire di una storia con colpi di scena, pur tra le maglie di uno stile sempre quieto: inquadrature fisse, musiche sobrie e melanconiche, prevalenza di campi medi e lunghi; finché nella parte finale si passa a dei primi piani frontali, rivelatori, in una soluzione tutta in levare, magistralmente costruita per ellissi di regia e di sceneggiatura. Non siamo però dalle parti di quei film cinici che si compiacciono di mostrare nidi di vipere, segreti nascosti dietro le mura domestiche. Anzi, è la descrizione di un modo di vivere certo non tradizionale, ma che lui ci mostra come naturalissimo. A suo modo Un affare di famiglia è, nel senso migliore, "un film di buoni sentimenti". Solo che questi sentimenti sono opposti ai legami sociali e biologici ufficiali. Una specie di utopia, piena però di zone d'ombra e contraddizioni al proprio interno, anch'esse narrate e accettate pienamente dallo sguardo del regista. Non c'è insomma nemmeno un conflitto schematico, tra il calore di dentro e il gelo di fuori (anche se fuori cade la neve). Comunque, il ritratto della società giapponese, indiretto, è durissimo. E l'immagine che rimane è l'ambientazione, una specie di villetta da fiaba, incastrata tra i condomini, rimasta fuori dal tempo e dalla disumanità. Un'immagine che riporta in mente il titolo di un saggio sulla famiglia di qualche decennio fa: un rifugio in un mondo senza cuore."

Emiliano Morreale, "La Repubblica"

Proiezioni:
Giovedì 5 settembre 2019
Arena Puccini
21.30
L'evento è parte di: Arena Puccini 2019

Tariffe:

Biglietto intero: 6,00€

Riduzioni
Over 60, clienti Unipol Banca, soci Dlf, soci Coop (la tessera è individuale), soci Coop Dozza, Card Musei Metropolitani Bologna, studenti universitari, Amici Cineteca di Bologna, Agis Cinema, ragazzi fino a 11 anni, militari, Circolo Dozza A.T.C: 5,00€

Informazioni
366-9308566 /328-2596920 (dalle ore 20.30)
www.cinetecadibologna.it / www.itcmovie.it
andrea.morini@cineteca.bologna.it

Dettagli sul luogo:
via Sebastiano Serlio, 25/2

Apertura cassa: ore 20.45

Documenti

Scheda del film

Tipo di File: PDF Dimensione: 274.48 Kb