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HITLERJUNGE QUEX

(Il giovane hitleriano Quex, Germania/1933) di Hans Steinhoff (95') 

T. it.: Il giovane hitleriano Quex; Sog.: da un romanzo di Karl Aloys Schenzinger; Scen.: Bobby E. Lüthge, Karl Aloys Schenziger, Baldur Von Schirach; F.: Konstantin Irmen-Tschet; Mo.: Milo Harbich; Ass. Op.: Fred Fernau, Erich Scmidtke; Co.: Berta Grützmacher, Paul Haupt; Mu.: Hans-Otto Borgmann; Su.: Erich Leistner, Walter Tjaden; Int.: Jurgen Ohlsen (Heini Volker), Heinrich George (Vater Volker), Claus Clausen (Kass), Rortraut Richter (Gerda), Hermann Speelmans (Stoppel), Hans Richter (Franz), Ernst Beher (Kowalski), Hansjoachim Buttner (Artzt), Rudolf Platte, Hans Deppe, Anna Muller-Lincke (una vicina dei Volker), Karl Meixner (Wild); Prod: Karl Ritter; Pri. pro.: 19 settembre 1933
35mm. D.: 95'. Bn. Versione tedesca / German version
Da: Murnau Stiftung

Il giovane hitleriano Quex è un notevole esempio precoce di cinema del Terzo Reich ed è quasi una rarità: i nazisti venivano mostrati raramente nei film di finzione perché Goebbels capì presto che il posto giusto per la gente in marcia era la strada e non lo schermo. Il film occupa un posto d'onore nella nostra selezione già per il fatto che dimostra l'efficacia con cui il mezzo cinematografico si adatta al cannibalismo - che in questo caso è il furto dell'eredità del proletariato (lo stile di Pabst e altri, o film come Mutter Krausens Fahrt ins Glück di Jutzi o Il disertore di Pudovkin) o l'astuzia machiavellica di prendere l'attore Heinrich George, simbolo proletario, direttamente da film come il recente Berlin Alexanderplatz, e con la sua semplice presenza dare credibilità alla superiorità del Nuovo Ordine. Il grado di falsificazione è quasi irreale: Il giovane hitleriano Quex è un manuale sul lavaggio del cervello. Non sorprende che sia stato attentamente esaminato da studiosi statunitensi come Margaret Mead e Gregory Bateson per comprendere la psiche tedesca e il flusso incandescente di cambiamenti politici e sociali. Heini Volker, soprannominato Quex ("argento vivo") era nella realtà un ragazzo - praticamente una nullità - il cui vero nome era Herbert Norkus e che fu assassinato per strada, destino appropriato per un famigerato futuro martire. Il film si fondava sull'armamentario propagandistico incentrato sulla famiglia, che i nazisti consideravano uno dei tesori perduti negli anni di Weimar. La contrapposizione tra il brutale padre comunista e il ragazzo biondo con gli occhi azzurri costituiva un'immagine affascinante. La scena in cui al ragazzo viene ordinato di cantare l'"Internazionale" è probabilmente una delle sequenze chiave degli intrecci tra socialismo e antisocialismo nel cinema. Le donne avevano un ruolo subordinato nel cinema nazista. La bellezza naturale veniva quasi minimizzata, almeno rispetto al fragrante ballo in maschera hollywoodiano; bastava che le donne fossero 'völkisch'. Neanche a un livello più serio potevano fare molto. Il suicidio della madre di Heini è un celebre esempio. È quasi ridotto a routine, dato che l'episodio in cui si uccide con il gas - episodio in cui è coinvolto anche Heini - pare quasi dimenticarsi della povera donna per trasformarsi in una glorificazione rituale della Hitlerjugend: la nuova uniforme rimpiazza la madre perduta. I rapporti familiari sono stati compensati più che generosamente. Malgrado la sua plasticità e un buon grado di professionalità, Il giovane hitleriano Quex resta più o meno uno scaltro pastiche di un regista mediocre che non raggiunge mai il livello dei maestri che deruba: le affinità più strette rimandano a un guazzabuglio visivo tendente al Kitsch ben noto a colleghi come Luis Trenker e Arnold Fanck. Questo potrebbe giustificare un giudizio che è stato troppo negativo sul cinema nazista: tra tanti film scialbi e poco ispirati, la maggior parte dei registi di punta (Harlan, Ucicky, Ritter) produsse almeno uno o due film notevoli. E lo fece anche Hans Steinhoff, che forse era il più dotato del gruppo, soprattutto con La Wally dell'avvoltoio (Die Geierwally, 1940) ma anche con il famigerato Ohm Krüger a complemento di Il giovane hitleriano Quex.
(Peter von Bagh)

Proiezioni:
Lunedì 27 giugno 2011
Cinema Arlecchino
14.30
L'evento è parte di: Il Cinema Ritrovato 2011
Nel cuore del Novecento: Il socialismo, tra paura e utopia
Lingua originale con sottotitoli Lingua originale con sottotitoli
Dettagli sul luogo:
via delle Lame, 57
Numero posti: 450
Aria condizionata
Accesso disabili
Tel. 051 522285