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MIELE

Regia: Valeria Golino
Interpreti: Jasmine Trinca, Carlo Cecchi, Libero de Rienzo
(Italia/2013, 96')

Precede, per la rassegna "Cortometraggi, che passione!" Armandino e il MADRE di Valeria Golino
Incontro con Valeria Golino

Miele narra la storia di Irene, una ragazza di trent'anni che ha deciso di aiutare le persone che soffrono: malati terminali che vogliono abbreviare l'agonia, persone le cui sofferenze intaccano la dignità di essere umano. Un giorno a richiedere il suo servizio è un settantenne in buona salute, che ritiene semplicemente di aver vissuto abbastanza. L'incontro metterà in discussione le convinzioni di Irene e la coinvolgerà in un dialogo serrato lungo il quale la relazione tra i due sembrerà infittirsi di sottintesi e ambiguità affettive.

[…] Miele è il primo film da regista di Valeria Golino, prodotto dal suo compagno Riccardo Scamarcio e da Viola Prestieri, ispirato al romanzo A nome tuo di Mauro Covacich (Einaudi), sceneggiato dalla Golino, Francesca Marciano e Velia Santella. I due attori, belli e celebri, insieme nella vita, hanno scelto per il loro primo film da regista/produttore una storia dura, e come dice Scamarcio, "molto contemporanea, senza ammiccamenti al pubblico, emozionante ma mai melodrammatica". Il film è piaciuto subito a Thierry Frémaux, direttore del Festival di Cannes, ed è il solo italiano invitato a Un certain regard, […]. Valeria ha ricostruito il personaggio di Irene-Miele rispetto a quello del romanzo, anche fisicamente, affidando la parte a Jasmine Trinca dalla grazia nervosa e androgina, e ne ha fatto una trentenne aspra ma capace di tenerezza, che si guadagna da vivere aiutando i malati terminali a interrompere l'interminabile agonia. La sua non è una scelta ideologica o umanitaria, né un risarcimento per la morte dolorosa della madre per malattia, che infatti ricorda ridente nei momenti lontani di reciproca felicità: per lei si tratta di un lavoro, rischioso e illegale ma ben pagato, che i medici vilmente le affidano. […] Del bisogno di morte e del suo mistero ci parla spesso la cronaca; dal novantenne Mario Monicelli che a Roma si butta dalla finestra dell'ospedale, ai due giovani amici che pochi giorni fa a Milano, insieme, si sono soffocati con l'elio, dal suicidio assistito in una clinica svizzera di Lucio Magri a quello più recente dell'ex magistrato Pietro d'Amico. Miele è quindi un film attuale, quasi di cronaca, che evita con intelligenza ogni presa di posizione di parte, religiosa o di convenienza politica, come invece Bellocchio ha voluto mettere in evidenza nel suo appassionato Bella addormentata ispirato al caso Englaro. Per Golino semmai, "il film di riferimento è stato Le invasioni barbariche di Denys Arcand", che dieci anni fa riuscì a raccontare di eutanasia, senza cinismo e senza sentimentalismo, come l'ultimo regalo corale di un gruppo di vecchi amici al malato terminale che con loro aveva diviso tutte le gioie della vita. Il lavoro porta Miele in casa di un ingegnere settantenne che vive da solo e da solo vuole sbrigare la sua fine: la ragazza deve solo procurargli il farmaco d'uso veterinario, che acquista in Messico dove non è richiesta la ricetta. Ma l'ingegner Grimaldi (il tuttora affascinante grandissimo Carlo Cecchi) non ha nessuna malattia, la sua sola sofferenza è la noia, il non desiderare più nulla. […] Per la prima volta, con quell'uomo tanto più vecchio, cinico, sgarbato e sfuggente, Miele si sente un'assassina, e si rifiuta di esserlo; e in qualche modo è come se ognuno di loro, litigando, uscisse dalla propria estraneità al vivere, si riconoscesse capace di sentirsi e accettarsi. La fine di Miele è diversa da quella di A nome tuo, ed è la conclusione inaspettata e geniale di un film girato con sapienza e partecipazione, con attori perfetti nei loro ruoli, immagini accuratamente studiate per dire molto di più di quel che raccontano: nato dall'impegno di una coppia che ha deciso di andare oltre i successi personali come attori che, insieme, sono riusciti a creare un primo film molto bello.

Natalia Aspesi, "La Repubblica"

Proiezioni:
Mercoledì 10 luglio 2013
Shopville GranReno
21.30
L'evento è parte di: Cinema Gran Reno

Tariffe:

Biglietto intero: 5 Euro
Biglietto ridotto: 3 Euro (bambini e anziani); 2 Euro per i titolari Premium Card Shopville
Tutti i giorni, dalle ore 19 alle 21, sarà possibile ritirare fino a esaurimento, 50 ingressi omaggio per gli over 60 (gli omaggi devono essere richiesti personalmente e con documento di identità che attesti l'età), e i coupon per l'ingresso ridotto a 3 Euro. 

Dettagli sul luogo:
via Marylin Monroe, 2 - Casalecchio di Reno, Bologna

 

Apertura cassa: ore 19
Info: (+39) 0516178030