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Venerdì 5 luglio 2013 16.15
Cinema Lumière - Sala Officinema/Mastroianni

THE FIREMAN / THE COUNT

Accompagnamento al piano di Neil Brand  

THE FIREMAN (Charlot pompiere, USA/1916)
R.: Charles Chaplin. D.: 24'. Did. inglesi. Digitale 

Scen .: Charles Chaplin, Vincent Bryan . F .: Frank D . Williams . Scgf .: E .T . Mazy . Int .: Charles Chaplin (pompiere), Edna Purviance (la ragazza), Lloyd Bacon (suo padre), Eric Campbell (capo dei pompieri), Leo White (padrone della casa che brucia), Albert Austin, John Rand, James T . Kelley, Frank J . Coleman (pompieri) . Prod .: Charles Chaplin per Lone Star Mutual . Pri . pro .: 12 giugno 1916 DCP . 2 bobine/ 2 reels. Didascalie inglesi con sottotitoli italiani / English intertitles with Italian subtitles.Da: Blackhawk Collection/ Lobster Films. Restaurato nel 2013 da Fondazione Cineteca di Bologna presso il laboratorio L'Immagine Ritrovata in collaborazione con Lobster Films e Film Preservation Associates / Restored in 2013 by Fondazione Cineteca di Bologna at L'Immagine Ritrovata laboratory, in collaboration with Lobster Films and Film Preservation Associates

All'interno del processo di creazione di una comicità puramente cinematografica che Chaplin avvia e completa nei suoi mesi alla Mutual Company, The Fireman rappresenta per certi versi l'ultimo passo indietro prima del grande balzo in avanti. Non privo di gag e di trasposizioni esilaranti, The Fireman presenta una marcata esuberanza parodica, mentre è quasi del tutto assente l'approfondimento della critica sociale. In tal senso è stato più volte accostato alle comiche del periodo Essanay: "Si tratta del capolavoro del genere - scrisse Jean Mitry - una danza burlesca perfetta. E benché non apporti nulla di nuovo nell'ordine dei valori umani - humour, ironia - limita ogni proprio orizzonte e trova in sé il suo fine, conquista il suo equilibrio, per l'appunto, il compimento perfetto del primo stadio chaplinesco, della commedia buffa, della farsa, della caricatura gestuale con tutti i segni, ma qui più oscuri e nascosti, che hanno caratterizzato qualche capolavoro della Essanay". Si percepisce in The Fireman una certa volontà di assecondare e compiacere il pubblico. A questo proposito, esattamente cinquant'anni dopo l'uscita del film, nel corso di una lunga intervista rilasciata a Richard Meryman, Chaplin ricordò una lettera di un ammiratore del Midwest che gli rimproverava di essere diventato schiavo del suo pubblico chiosando con un "Il pubblico, Signor Chaplin, ama essere fatto schiavo". Chaplin confessò che quella lettera ebbe un forte impatto su di lui e che la tenne sempre presente negli anni a venire.

 

 

In the process of creating a purely cinematic comedy Chaplin embarked on and completed in his months with Mutual, The Fireman in some ways represents a step backward before his giant leap forward. By no means lacking gags or exhilarating twists, The Fireman is notable for its vibrant satire, but is devoid of any social criticism. In that respect it has often been compared to the Essanay comedies of the era: "It's a masterpiece of the genre", wrote Jean Mitry, "a perfect burlesque dance, and though it generates nothing new in the range of human values - humor, irony - it stays within its limits and horizons, achieving an equilibrium, and is the perfect fulfillment of the first stage of Chaplin's work, with his antics, his farce, his caricature and gestures, but somehow they are darker and more obscure than those found in the Essanay masterpieces". Also, The Fireman reveals a certain desire to indulge and please the audience. Exactly fifty years following the release of the film, in a long interview he gave to Richard Meryman, Chaplin recalled a letter from an admirer hailing from the Midwest blaming him for becoming a slave to his fans, topping it off by saying, "The public, Mr Chaplin, likes to be slaves". Chaplin confessed that this letter made a huge impression on him and he kept it in very much in mind in the years to come.

 

THE COUNT (Il Conte, USA/1916)

R.: Charles Chaplin. D.: 24'. Did. inglesi.Digitale

Scen .: Charles Chaplin . F .: Roland Totheroh . Int .: Charles Chaplin (apprendista nella sartoria), Edna Purviance (Miss Moneybags, ricca ereditiera), Eric Campbell (sarto), Leo White (conte), May White (signora grassa), Charlotte Mineau (signora Moneybags), Albert Austin, Stanley Salford, John Rand (invitati), Loyal Underwood (invitato minuscolo), James T . Kelley (maggiordomo), Leota Bryan (ragazza), Eva Thatcher (cuoca), Frank J . Coleman (invitato vestito da Pierrot/poliziotto) . Prod .: Charles Chaplin per Lone Star Mutual. Pri
pro .: 4 settembre 1916. DCP. 2 bobine/ 2 reels. Didascalie inglesi con sottotitoli italiani / English intertitles with Italian subtitles.Da: Blackhawk Collection/Lobster Films. Restaurato nel 2013 da Fondazione Cineteca di Bologna presso il laboratorio L'Immagine Ritrovata in collaborazione con Lobster Films e Film Preservation Associates / Restored in 2013 by Fondazione Cineteca di Bologna at L'Immagine Ritrovata laboratory, in collaboration with Lobster Films and Film Preservation Associates. Restauro sostenuto da / Restoration supported by The Film Foundation, the George Lucas Family Foundation and the Material World Charitable Foundation

The Count ebbe una lunga gestazione. Presumibilmente Chaplin iniziò a lavorarci dopo aver terminato The Vagabond ma dovette momentaneamente accantonarlo per rispettare i tempi di consegna pattuiti con la Mutual. Nonostante l'assenza di una sceneggiatura vera e propria, la corrispondenza conservata negli archivi Chaplin ci permette di datare il processo di ideazione del film. Il 31 luglio 1916 Chaplin invia un telegramma al fratello Sydney che si trova a New York: "Hai qualche suggerimento per scene? Ho sala da pranzo e sala da ballo interpreto un conte impostore che vuole conquistare ereditiera ma la storia non funziona. Mandami qualche gag se possibile. Charlot vestito da sera per ballo. Charlie".Le idee non tardarono ad arrivare. Affidandosi ad un cast sempre più collaudato nel quale spicca Eric Campbell, e sfruttando il meccanismo dello scambio di persona già esplorato in Her Friend the Bandit due anni prima (e al quale ricorrerà da The Adventurer in poi), Chaplin mette in scena un'esilarante satira dell'alta società e delle sue idiosincrasie che trova i suoi momenti più alti in due scene chiave, e non a caso menzionate da Chaplin nel suo telegramma, quella della cena e quella del ballo. The Count fu sicuramente uno dei titoli più impegnativi per Chaplin fino a quel momento. Nel film compaiono ben tre set diversi e la sequenza del ballo richiese oltre due settimane di lavoro durante le quali Chaplin ingaggiò un'orchestra per suonare anche durante le prove. Chester Courtney, collega di Chaplin dai tempi di Karno, ricorda che tra una ripresa e l'altra Chaplin imparò a suonare diversi strumenti, per poi esibirsi, alla fine delle riprese, in un piccolo concerto davanti agli attori e alle maestranze.

 

The Count was a long time in the making. Presumably Chaplin began working on it after completing The Vagabond but had to shelve it temporarily to respect the terms of delivery agreed with Mutual. Despite the lack of an actual screenplay, correspondence kept by the Chaplin archive allows us an inside look at the creative process of this film. On July 31, 1916 Chaplin sent a telegram to his brother Sydney in New York: "Have you any suggestions for scenes? Have dining room and ballroom I am playing a count but an imposter to win heiress but cannot get story straight wire me some gags if possible playing in Chaplin make-up in fancy dress ball. Charlie". The ideas were quick to arrive. Using a tried and proven cast, including exceptional Eric Campbell, and taking advantage of the mechanism of mistaken identity already explored in Her Friend the Bandit two years earlier (used again in The Adventurer and again, later still), Chaplin creates an exhilarating satire of high society and its idiosyncrasies, finding its greatest expression in two key scenes, those not surprisingly mentioned by Chaplin in his telegram: the dining room and the ballroom. The Count was certainly one of the most demanding films for Chaplin up to that moment. There are three entirely different sets, and the ballroom sequence took over two weeks to shoot, during which Chaplin hired an orchestra to perform during rehearsals. Chester Courtney, a former colleague of Chaplin from his Karno days, recalls that in between takes Chaplin learned to play a number of different instruments, and at the end of the shooting, he performed a little concert for the cast and crew.

 

 

 

 

 

Proiezioni:
Venerdì 5 luglio 2013
Cinema Lumière - Sala Officinema/Mastroianni
16.15
L'evento è parte di: Il Cinema Ritrovato 2013
Progetto Chaplin
Accompagnamento Musicale Accompagnamento Musicale
Dettagli sul luogo:
Piazzetta Pier Paolo Pasolini (ingresso via Azzo Gardino 65)

Numero posti: 174
Aria Condizionata
Accesso e servizi per disabili
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