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BLACKMAIL

(Ricatto, Gb/1929) R.: Alfred Hitchcock. D.: 76'

T. it.: Ricatto. Sog.:dall'opera teatrale omonima di Charles Bennett. Scen.: Charles Bennett, Alfred Hitchcock. Dial.: Benn W. Levy. F.: John J . Cox. M.: Emille de Ruelle. Scgf.: W.C. Arnold. Int.: Anny Ondra (Alice White), John Longden (detective Frank Webber), SaracAllgood (Mr. White), Charles Paton (Mr . White), Donald Calthrop (Tracy), Cyril Ritchard (l'artista), Hannah Jones (l'affittacamere), Sam Livesey (il capo ispettore). Prod .: John Maxwell per British Intemational Pìctures. 35mm. L.: 1737 m. D.: 76' a 20 f/s. Bn. Didascalie inglesi / English intertitles 
Da: BFI National Archive per concessione di Studiocanal
R
estaurato da BFI National Archiv in associazione con Studiocanal/ Restored by BFI National Archive in association with Studiocanal. Restauro finanziato da / Restoration funding provided by The Hollywood Foreign Press Association, The Film Foundation con Deluxe 142, Pia Getty, Col & Karen Needham, Dr Mortimer & Theresa Sackler Foundation

 

La versione muta di Blackmail è uno dei migliori film britannici dei tardi anni Venti, se non il migliore in assoluto. Giratnel periodo di transizione al sonoro, fu commissionato sia come muto che come filmparzialmente sonoro con musica e alcune scene dialogate. Con straordinaria abilità (e nella prospettiva di costruirsi una solida carriera con l’avvento del nuovo mezzo), Hitchcock riuscì a produrre sia uno splendido muto sia un’innovativa versione sonora. Anzi, ovviò ai tanti ostacoli tecnici con soluzioni così inventive che il film sonoro ha finito per mettere in ombra la versione muta, di fatto migliore sotto molti aspetti. Come disse Hitchcock, “i film muti sono la forma più pura di cinema”. La versione muta contiene più inquadrature e più movimenti di macchina, e la fluidità del montaggio valorizza maggiormente la storia. Ogni scena è importante, ogni inquadratura aggiunge qualcosa all’atmosfera o fa avanzare la trama. Gli otto minuti iniziali sono un tour de force di montaggio in cui vediamo le fasi dell’arresto di un delinquente professionista, dalla cattura fino alla cella. Blackmail riassume tutti gli elementi stilistici e le tematiche che avrebbero contraddistinto Hitchcock, in particolare l’interesse per l’aggressione sessuale e la vulnerabilità femminile. Come nel successivo Sabotage (1936), vi appare una donna che l’amante poliziotto protegge dalla Legge. Come in altri film di Hitchcock, l’eroina entra in uno stato di confusione o di dissociazione in cui agisce in modomeccanico e apparentemente incontrollato: ritroveremo questa alterazione in Murder! (1930), in Sabotage e, più ambiguamente, in Vertigo (1958) e in Psycho (1960). Il giovane Michael Powell, all’epoca fotografo di  scena,  disse  di  essere  stato  lui a proporre  di eliminare  dalla sceneggiatura il terzo atto dell’opera teatrale originale, nel quale si apprendeva che non era stato commesso alcun omicidio, e di chiudere invece con una fuga sulla cupola della sala di lettura del British Museum. The Lodger e The Ring sono accomunati dall’ambientazione londinese, ma  questo è certamente il primo film a presentare il caratteristico gran finale alla Hitchcock.

 

Il BFI National Archive conserva il negativo originale della versione muta, il quale ha però sofferto notevolmente delle ondulature derivanti dal fatto che un lato della pellicola si era ristretto più dell’altro. Le didascalie erano presenti per intero e sono state conservate nel nuovo master. Le dissolvenze,cruciali nel dipanarsi della storia, ove possibile sono state ricostruite a partire dalle due inquadrature distinte. Il risultato finale del restauro ha prodotto un film straordinariamente nitido che conserva l’essenza, la grana e la bellezza della fotografia originale.

Bryony Dixon

 

Hitchcocks silent Blackmail is one of the best British films, if not the best, of the late 1920s. Made in 1929, during the transition to the sound era, it was commissioned as both a silent and as a part talkie with music and some dialogue scenes. With remarkable skill (and an eye to building a solid career in the new medium), Hitchcock managed to produce both a beautifully crafted silent and a ground- breaking sound version. Indeed, he tackled the considerable technical obstacles with such imagination that the latter has tended to obscure the reputation of the silent version, which is in fact superior in a number of ways. As Hitchcock said “The silent pictures were the purest form of cinema” and indeed the film contains more shots, more camera movement and the fluidity of the cutting conveys the narrative with greater style. Every scene counts and every shot either enhances the atmosphere or moves the story along. The opening eight minutes of the film is a tour de force of montage in which we see the forces of the Law hunt down and ‘process’ a career villain from capture to the police cell. Blackmail  displays many of the stylistic elements and themes with which Hitchcock would come to be associated: particularly fascination with male sexual aggression and female vulnerability. Like the later Sabotage (1936) it features a woman who is protected from the Law by her policeman lover. It is also one of a number of Hitchcocks films to feature a heroine who enters a dazed or ‘fugue’ state in which she acts mechanically and apparently without control of her actions other examples are Murder! (1930), Sabotage and, more ambiguously, Vertigo (1958)  and  Psycho  (1960). The young Michael Powell, then a stills photographer, claimed to have suggested that the scripshoullosth thir act of the original play, in which it is revealed that no murder has been committed, and end instead with a chase over the dome ofthe BritisMuseum Reading Room. The Lodger and The Ring both have London locations, but this is undoubtedly the first of Hitchcocks trademark set-piece finales. 

 

The BFI National Archive holds the original negative of the silent version. However the negative had suffered extensively from ‘curling’ as a result of one side of the film stock having shrunk more than the other. The intertitles were present at full-length and have been preserved as part of the new master. The dissolves between shots are a crucial part of the film's narration and, where possible, they have been reconstructed from the two separate shots. In the end, the restoration has produced an exceptionally clean picture which retains the essence, texture and beauty of the original photography. 

Bryony Dixon

Proiezioni:
Mercoledì 3 luglio 2013
Cinema Jolly
18.30
L'evento è parte di: Il Cinema Ritrovato 2013
I muti di Hitch
Lingua originale con sottotitoli Lingua originale con sottotitoli
Dettagli sul luogo:
Via Marconi, 14
Numero posti: 362
Aria condizionata
Info: 051224605