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THE MANXMAN

(L'isola del peccato, Gb/1929) R.: Alfred Hitchcock. D.: 100'

T. it.: L’isola del peccato. Sog.: dal romanzo omonimo di Hall Caine. Scen.: Eliot Stannard. F.: John J.cCox. M.:Emile de Ruelle. Scgf.: W.C. Arnold. Int.: Carl Brisson (Pete Quilliam), Malcolm Keen (Philip Christian), Anny Ondra (Kate Cregeen), Randle Ayrton (Caesar Cregeen), Claire Greet (Mrs Cregeen), Kim Peacock (Ross Christian), Nellie Richards (carceriera), Wilfred Shine (dottore), Harry Terry (ospite al matrimonio). Prod.: John Maxwell per British Intemational Pictures. 35mm. L.: 2298. D.: 100’ a 20 f/s. Bn. Didascalie inglesi / English intertitles 
Da: BFI National Archive per concessione di Studiocanal
R
estaurato da BFI National Archive in associazione con Studiocanal / Restored by BFI National Archive in association with  Studiocanal. Restauro finanziato da / Restoration funding provided by Daniel & Joanna Friel Ronald T. Shedlo con Deluxe 142

 

Ambientato in un remoto villaggio dell'Isola di Man (ma girato in Cornovaglia), The Manxman è il penultimo film muto di Alfred Hitchcock e una delle opere più belle e mature della prima fase della sua carriera. È un adattamento del romanzo di Sir Hall Caine, pubblicato nel 1894, che vendette mezzo milione di copie. Hall Caine, già segretario di Dante Gabriel Rossetti, era un autore ben inserito nell'ambiente letterario ottocentesco.
Pete e Philip, amici d'infanzia, da grandi hanno preso strade diverse: il primo fa il pescatore, il secondo l'avvocato. Si innamorano però della stessa donna, la figlia di un rigido metodista che li fa entrare in conflitto non solo con il loro codice morale ma anche con quello dell'austera comunità in cui vivono. Il tragico triangolo amoroso non doveva essere congeniale al regista, che pure in The Ring aveva dimostrato di saper gestire bene questo genere di situazioni. Anche The Manxman abbonda di trovate audaci e innovative. La descrizione della selvaggia costa dell'Isola di Man è tra le più evocative della produzione cinematografica hitchcockiana. In essa si trova intrappolata la splendida Anny Ondra in un'interpretazione complessa e sensuale, un po' creatura smarrita e un po' fatale seduttrice, che poco dopo portò Hitchcock a scritturarla per il capolavoro di suspense Blackmail.
The Manxman fu accolto bene dalla critica ("The Bioscope" ne lodò "la grande efficacia e l'intreccio avvincente"), ma come la maggior parte dei film di quell'anno fu penalizzato dalla transizione al sonoro. In seguito, nelle interviste con Peter Bogdanovich e con François Truffaut, Hitchcock disse che The Manxman era un semplice "incarico" e "una storia all'antica [...] piena di coincidenze". Niente di più lontano dalla realtà. È chiaro che Hitchcock si diede da fare per investire il film di una profonda forza emotiva.
Il film si costruisce su temi visivi di grande forza, dalla ‘triskele' (l'emblema a tre gambe dell'Isola di Man) alle macine, la cui lenta incessante rotazione simbolizza ‘i mulini di Dio', possente metafora della spietata società puritana alla quale si oppongono i protagonisti. Chabrol e Rohmer osservarono entusiasti che l'intreccio non si basa sulla coincidenza, su improbabili figure di cattivi o sui capricci del fato ma sottolinea i dilemmi morali di ciascuno dei tre personaggi principali alle prese con lealtà conflittuali.

 

I restauratori si sono basati soprattutto su un negativo originale di The Manxman conservato al BFI National Archive. Le parti deteriorate sono state confrontate, inquadratura per inquadratura, con una copia prodotta negli anni Sessanta, e talvolta sostituite. Un'inquadratura più lunga, relativa alla scena in cui Kate e Phil si incontrano in una radura assolata, è stata ritrovata in una copia degli anni Venti. Un accurato lavoro di grading ha consentito di mantenere l'aspetto originale del film. Le didascalie sono state completamente rifatte ricostruendo perfettamente i caratteri originali.

Bryony Dixon


Set in a remote Isle of Man fishing community (but shot in Cornwall), The Manxman is Alfred Hitchcock's penultimate silent film and one of the best and most mature works of his early career. The film was adapted from the bestselling novel by Sir Hall Caine, published in 1894, which had sold half a million copies. Hall Caine was a well connected author, part of the late 19th century literary scene, and a onetime secretary to Dante Gabriel Rossetti. The story follows two boyhood friends who take markedly different paths in adulthood: Pete becomes a fisherman, Philip a lawyer. Both fall in love with the same woman, the daughter of a puritanical Methodist, bringing them into conflict not only with their own moral code but also that of the strict Manx society. This tragic love triangle might not seem like obvious territory for the director, although The Ring had proved his ability with this kind of drama. Like the earlier film The Manxman is bursting with bold, Hitchcockian bravado. The portrayal of the wild ‘Manx' coastline is among the most evocative in any of his work and trapped within it is the wonderful Anny Ondra. It's a complex, sensual performance - part vulnerable waif, part flirtatious femme fatale - and clearly the reason why Hitch cast her in his suspense masterpiece, Blackmail, later that year. The Manxman was well received by the trade press and described in "The Bioscope" as a film of "remarkable power and gripping interest" but in common with most films that year it suffered from a lack of exposure due to the conversion to sound film that was underway. In interviews with Peter Bogdanovich and François Truffaut, Hitchcock later claimed The Manxman was just an "assignment" and "an old fashioned story [...] full of coincidences". In fact nothing could be further from the truth. It is evident that Hitchcock took pains over the film to invest it with considerable emotional power. Hitchcock established strong visual motifs, beginning with the ‘triskele' (the three-legged emblem of the Isle of Man) and continued with turning millstones, whose unstoppable momentum symbolised ‘the mills of god' as they grind slowly, a powerful metaphor for the unforgiving puritanical society confronted by the characters. Chabrol and Rohmer were enthusiastic about the story, observing that it doesn't rely on coincidence, improbably evil figures or the vagaries of fate but instead stresses the moral dilemmas of each of the three principal characters faced with conflicting loyalties.

The restoration team worked largely from an original negative of The Manxman held by the BFI National Archive. However parts of the negative had deteriorated so these sections were compared, shot by shot, with a print made in the 1960s and, where necessary, replaced. One longer shot, in the scene where Kate and Phil meet in a sunlit glade, was found in another vintage 1920s print. Careful grading ensured that the film's original ‘look' was maintained throughout. The titles were completely remade from reconstructed fonts exactly matching the originals.

Bryony Dixon

Proiezioni:
Sabato 6 luglio 2013
Cinema Jolly
16.15
L'evento è parte di: Il Cinema Ritrovato 2013
I muti di Hitch
Lingua originale con sottotitoli Lingua originale con sottotitoli
Dettagli sul luogo:
Via Marconi, 14
Numero posti: 362
Aria condizionata
Info: 051224605