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OTHER MEN’S WOMEN

(USA/1931) R.: William Wellman. D.: 70'. V. inglese

 

Sog., Scen.: Maude Fulton. F.: Barney McGill. M.: Edward M. McDermott. Int.: Grant Withers (Bill), Mary Astor (Lily), Regis Toomey (Jack), James Cagney (Ed), Joan Blondell (Marie), Fred Kohler (Haley), J. Farrell MacDonald (Peg Leg), Lillian Worth (cameriera), Walter Long (Bixby). Prod.: Warner Bros Pictures, Inc., The Vitaphone Corp.  35mm. D.: 70'.
Versione inglese / English version
Da: Filmoteca Eşpañola 

 

Scrive Daniel Kasman (in William A. Wellman: A Dossier): "Se i film di William A. Wellman vivono e si nutrono di aviazione - essendo il regista un pilota - il mezzo di trasporto a cui più somigliano non è l'aereo ma il treno. I convogli ferroviari, come gli appartamenti che a essi si ispirano con le loro infilate di stanze, sono costruiti esattamente come i film di Wellman: una successione di segmenti distinti. Nel cinema di Wellman il film è un treno e le singole scene sono i vagoni, dei quali si potrebbe perfino alterare l'ordine sganciandoli e riagganciandoli a piacimento". La scena d'apertura di Other Men's Women incarna perfettamente questa metafora: un treno giunge nei pressi di una trattoria e un vivace macchinista di nome Bill (Grant Withers) salta giù e conta i vagoni che gli passano davanti. Nella trattoria Bill pranza e flirta con una cameriera (che ammiccante e avveduta risponde colpo su colpo alle sue facezie). Prima di andarsene, pronto a saltare nuovamente a bordo, Bill lancia alla ragazza un chewing-gum e una battuta: "Mordila e pensa a me". L'allegria di questa scena è ingannevole: ben presto il film si concentra, come spesso accade in Wellman, sulla disperata amarezza della vita. Ma nonostante questa visione spietata, o forse proprio grazie ad essa, Other Men's Women è pervaso dall'immediatezza dell'esperienza. Wellman cambia spesso il tono del film a suo piacimento e ne sottolinea la fisicità. Il lavoro crea legami tra i personaggi, che scavano buche per piantare i piselli o si tagliano i capelli a vicenda, e li separa, come scopre tristemente Jack (Regis Toomey) dopo essersi azzuffato con il suo collega e migliore amico Bill a bordo di un treno in corsa. Il cast è il piacere personificato, con le straordinarie (e sottovalutate) interpretazioni di Withers e Toomey, una radiosa (e giovane) Mary Astor e le formidabili apparizioni di James Cagney e Joan Blondell, qui agli inizi delle loro carriere. Il susseguirsi delle espressioni sul volto di Blondell, che passa dalla pura gioia alla pura disperazione in una scena in cui lei e Withers ubriachi discutono del loro futuro, è già di per sé una ragione sufficiente per guardare e riguardare Other Men's Women

Gina Telaroli 

 

Daniel Kasman (for William A. Well-man: A Dossier) writes: "The films of William A. Wellman may be suffused with, live, and breath aviation - the director being an aviator himself - but the transport they most resemble isn't the airplane but the boxcar. Those railway cars, like the city apartments named after their spatial arrangement, are constructed like Wellman makes movies: a chain of discrete segments. In Wellman's cinema, each single scene is a car in each train-length feature, and it's even quite possible that each car could be rearranged and rigged to connect to whatever follows it". The opening scene of Other Men's Women perfectly encapsulates this metaphor for watching an entire Wellman feature: a train approaches a diner and a lively train operator named Bill (Grant Withers) jumps off and counts the cars as they pass. In the diner, Bill eats his lunch and flirts with a waitress (who knowingly and enthusiastically lobbies his lazy serves back at him) - when he goes to hop back on board he tosses her a piece of gum and a catchphrase: "Have a little chew on me". It's a deceptively breezy scene for a film that eventually pivots to focus on, like so many Wellman pictures, the hopelessness and bitterness of life. But despite this, or perhaps precisely because of it, Other Men's Women is full of the immediacy of experience, as Wellman frequently shifts the tone of the picture at will and highlights the physical. Labor bonds the characters together - as they dig holes to plant pea pods, fix buttons, and give each other haircuts - and tears them apart, as Regis Toomey's Jack sadly discovers after a fight with Bill, his coworker and best friend, aboard a moving train. At other points, Wellman simply observes the aftereffects of life lived hard, showcasing a neighbor's peg-leg or a landlady's stutter. The cast is pleasure personified, with incredible (and under-appreciated) turns by Withers, Toomey, and a radiant (and young) Mary Astor, plus early and striking appearances from James Cagney and Joan Blondell. The constantly evolving expression on Blondell's face, from pure joy to pure despair, in a scene where she and Withers drunkenly discuss their future, is reason enough to watch Other Men's Women over and over again. 

Gina Telaroli 

 

 

 

 



Proiezioni:
Lunedì 30 giugno 2014
Cinema Jolly
14.30
L'evento è parte di: Il Cinema Ritrovato
William Wellman, tra muto e sonoro
Lingua originale con sottotitoli Lingua originale con sottotitoli
Dettagli sul luogo:
Via Marconi, 14
Numero posti: 362
Aria condizionata
Info: 051224605