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MY DARLING CLEMENTINE

(USA/1946) R.: John Ford. D.: 102'. V. inglese. Digitale

T. it.: Sfida infernale. Sog.: Sam Hellman. Scen.: Samuel G. Engel, Winston Miller. F.: Joe MacDonald. M.: Dorothy Spencer. Scgf.: James Basevi, Lyle Wheeler . Mus .: Cyril Mockridge. Int.: Henry Fonda (Wyatt Earp), Linda Darnell (Chihuahua), Victor Mature (Doc Holliday), Cathy Downs (Clementine Carter), Walter Brennan (il vecchio Clanton), Tim Holt (Virgil Earp), Ward Bond (Morgan Earp), Alan Mowbray (Thorndyke), John Ireland (Billy Clanton). Prod.: Samuel G . Engel per Twentieth Century Fox Film Corporation
DCP. D.: 102'. Bn. Versione inglese / English version
Da: Twentieth Century Fox Scansionato in 4k a partire da un controtipo positivo 35mm conservato dal Museum of Modern Art e restaurato in 4k presso Cineric Inc . Il sonoro è stato restaurato presso Audio Mechanics / Scanned in 4k from Museum of Modern Art's nitrate 35mm fine grain master and restored in 4k at Cineric Inc. Audio was restored from the source element at Audio Mechanics.

 

Introduce Schawn Belston

 

L'iconografia dell'eroe è così familiare nelle convenzioni del genere western che si rischia di dare per scontata la mitizzazione fordiana di Wyatt Earp, anche se lo stile cupo, espressioni sta e melodrammatico di My Darling Clementine (che ricorda da vicino La croce di fuoco) è estremamente consa pevole ed esagerato, perfino per Ford. Incedere tranquillo e sguardo franco, Earp (in sintonia con la maggior par te dei ruoli fordiani di Henry Fonda) è un eroe puro e laconico che sa quel che vuole e fa quel che va fatto. Il suo nome basta a incutere rispetto. All'ini zio, nel selvaggio West, è inquadrato dal basso e si staglia contro il cielo nel la maestosità della Monument Valley. Negli interni, con il contrappunto di malinconiche melodie popolari, abita un'oscurità striata da nuvole di fumo di sigaretta e macchiata dalla luce delle lampade a gas, ed è osservato lungo di stanti linee prospettiche. Wyatt unisce la natura divina di Lincoln, la passione di Tom Joad, la franchezza di Ringo Kid. Come molti altri eroi fordiani, sbuca dalle terre selvagge, ripara i torti e se ne va per la sua strada. Ma il tema di Ford non è tanto l'eroe quale archetipo, quanto la sensibilità malinconica dell'archetipo in un mon do di contraddizioni. Esteriormente, Wyatt è perennemente in transito - dal nero delle terre selvagge al bianco della civiltà - e in questo assomiglia a Tombstone, che Ford tipicamente coglie in un momento di passaggio, mentre vengono gettate le basi dell'A merica. "È una città sempre sveglia e molto aperta, Tombstone! Troverete tutto quello che vorrete", dice Pa Clan-ton. Ma l'atmosfera notturna di pec caminosa esuberanza in cui i nomadi si cacciano reciprocamente fuori dalla città e la tenutaria interpretata da Jane Darwell rappresenta la stabilità e la di stinzione, cede rapidamente il passo a una comunità fatta di scuole, chiese e donne come Clementine Carter.

Tag Gallagher, John Ford. The Man and His Films, University of California Press, Berkeley 1988

 

So familiar is the mythic iconogra phy of the hero within generic conven tions of the western, that one may take Ford's mythicizing of Wyatt Earp a bit too much for granted, even though My Darling Clementine's black, expression ist, music-drama style, closely resembling The Fugitive, is remarkably self-conscious and exaggerated, even for Ford. Earp (like most Henry Fonda roles for Ford) is a hero pure who knows is mind, talk seldom, lopes calmly, gazes steadily, gets the jobs done; his very name inspires gapes of awe. Initially, in the wilderness, he is framed with upward-gazing angles, sky-backed poses, and Monument Valley monuments. Indoors, counterpointed by mournful honky folk tunes, he inhabits a blackness streaked by clouds of cigarette smoke and spotted by gaseous lamps, and is sighted along distant lines of perspec tive. Wyatt combines the godhood of Lin coln, the passion of Tom Joad, the direct ness of the Ringo Kid. Like many others Fordian hero, he comes out of the wilder ness, rights wrongs, and goes on his way. But Ford's topic is less the hero as arche type than the archetype's moody sensi bility within a world of contradictions. Outwardly, Wyatt is perennially in pas sage - from black wilderness to white civilization - and in this he resembles Tombstone, which Ford typically seizes upon at a moment of transition in the making of America. "Wide-awake, wide-open town, Tombstone! You can get anything you want here", says Pa Clan-ton. But the nightly atmosphere of sinful roisterousness, in which nomads throw each other out of town and Jane Dar well's madam represents distinguished stability, is quickly giving way by day to a community of schools, churches, and Clementine Carters.

Tag Gallagher, John Ford. The Man and His Films, University of California Press, Berkeley 1988

Proiezioni:
Lunedì 30 giugno 2014
Cinema Arlecchino
18.00
L'evento è parte di: Il Cinema Ritrovato
Ritrovati&Restaurati
Lingua originale con sottotitoli Lingua originale con sottotitoli
Dettagli sul luogo:
via delle Lame, 57
Numero posti: 450
Aria condizionata
Accesso disabili
Tel. 051 522285