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UN PADRE UNA FIGLIA

(Romania-Francia-Belgio/2016) di Cristian Mungiu (128')
Introduce il regista Cristian Mungiu
in collaborazione con International Filmaking Academy

Sceneggiatura: Cristian Mungiu. Fotografia: Tudor Vladimir Panduru. Montaggio: Mircea Olteanu. Scenografia: Simona Paduretu. Interpreti: Adrian Titieni (Romeo), Maria Dragus (Eliza), Lia Bugnar (Magda), Malina Manovic (Sandra), Vlad Ivanov (ispettore capo), Gelu Colceag (presidente della commissione d’esame), Rares Andrici (Marius), Petre Ciubotaru (Bulai), Alexandra Davidescu (madre di Romeo). Produzione: Mobra Films, Why Not Productions, Les Films du Fleuve, France 3 Cinéma. Durata: 128’
Versione originale con sottotitoli italiani e inglesi

Prima della caduta di Ceausescu, il cinema romeno ha avuto un solo grande regista, teatrale e cinematografico, Lucian Pintilie, di cui Cristian Mungiu ha preso il posto come coraggioso capofila di una generazione più libera e infine più fortunata di quella, conquistando una Palma d’oro a Cannes con 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni e un premio per la regia con Un padre, una figlia.
Siamo in una cittadina della provincia montana, in casa di un brav’uomo, medico, che ha visto fallire i sogni della sua generazione postcomunista, che ha un’amante con figlio non suo, una madre anziana e sola, una moglie, e una figlia per la quale egli aspira a una vita migliore.
Intorno a questo brav’uomo (lo è davvero, senza ironia) c’è la rete dei legami sociali di un paese che somiglia a tanti altri, dove lo stato latita e la società civile si arrangia, nel consueto scambio di favori tra chi può, quello scambio che permette di superare lentezze e risolvere problemi, anche se solo per chi favori da offrire ne ha: io do una cosa a te, tu dai una cosa a me, si diceva un tempo. E se non lo si dice, si continua a farlo. È possibile altrimenti, nel mondo di oggi?
Mungiu imbastisce la sua regia comunicandoci una tensione latente, l’attesa di qualcosa di brutto che incombe, come in un film hitchcockiano, su un’esile traccia anche poliziesca, stando addosso ai personaggi, anzi al personaggio, e confrontandolo agli altri in scene a due, di profilo, allargando su ambienti normalmente comuni e cioè grigi. Sempre sull’orlo della crisi, e lentamente precipitandovi.
(Goffredo Fofi)


Un padre, una figlia è un film che parla di compromessi e di principi, di decisioni e di scelte, di individualismo e di solidarietà e anche di educazione, di famiglia e degli anni che passano. È la storia di un padre che si domanda che cosa sia meglio per sua figlia, se sua figlia debba imparare a sopravvivere nel mondo reale o se debba lottare per essere sempre onesta cercando di cambiare il mondo per quanto le sarà possibile.
La storia di Romeo Aldea è anche la storia di una società e delle sue istituzioni. Esiste un rapporto tra compromesso, corruzione, istruzione e povertà? Possiamo educare i nostri figli in modo molto diverso rispetto a quello con cui siamo stati educati noi?
Un padre, una figlia appartiene a quel tipo di cinema che accorda importanza alla realtà e al realismo. La storia rispetta la cronologia degli eventi, ma resta soggettiva, limitata al punto di vista del protagonista. Ciò nondimeno, il racconto ha lo scopo di farvi comprendere quello che prova il personaggio e che riflessioni fa, ma solo osservandolo da una certa distanza.
(Cristian Mungiu)

Proiezioni:
Mercoledì 4 luglio 2018
Piazza Maggiore
21.45
L'evento è parte di: Sotto le stelle del cinema 2018
Lingua originale con sottotitoli Lingua originale con sottotitoli

Tariffe:

Ingresso libero

Dettagli sul luogo:

Documenti

Cartolina Un padre, una figlia

Tipo di File: PDF Dimensione: 390.35 Kb